Covid, allerta Gimbe su variante Delta: pochi dati e tracciamento

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Roma, 24 giu. (askanews) – Ospedali svuotati da inizio aprile del 90%; e da 14 settimane consecutive continua la discesa dei nuovi casi. Continuano i dati positivi sul Covid-19 in Italia, sottolinea il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, ma il presidente Nino Cartabellotta mette in guardia sulla altrettanto progressiva diminuzione dell’attività di testing che sottostima il numero dei nuovi contagi e documenta l’insufficiente tracciamento dei contatti, cruciale in questa fase con la variante Delta molto più contagiosa che si sta diffondendo in Europa.

Anche sul fronte vaccini la campagna rallenta, secondo Gimbe, con le forniture al di sotto delle previsioni e nessuna dose ancora per 2,5 milioni di over 60.

Ma i timori principali sono concentrati sulla variante Delta, quella indiana. Secondo il report ECDC appena pubblicato, questa variante è del 40-60% più contagiosa di quella alfa (inglese) e determinerà entro fine agosto il 90% delle infezioni. In Italia, si aspetta la nuova indagine di prevalenza dell’ISS per valutarne l’incidenza. “Il numero di sequenziamenti effettuati è modesto e notevolmente eterogeneo a livello regionale – puntualizza Cartabellotta – il contact tracing non è stato adeguatamente ripreso, nonostante i numeri del contagio lo permettano e preoccupa il confronto con quanto sta accadendo nel Regno Unito nonostante sia più avanti sul fronte delle coperture vaccinali”.

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