Covid, Asi in piazza: "Piscine e palestre meritano rispetto"

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Covid, Asi in piazza: "Piscine e palestre meritano rispetto"
Covid, Asi in piazza: "Piscine e palestre meritano rispetto"

Roma, 5 nov. (Adnkronos) – C’era anche l’Asi ieri mattina in piazza davanti Montecitorio per protestare insieme a palestre, piscine e centri sportivi contro gli ultimi Dpcm emanati dal Governo che hanno messo in ginocchio un intero settore. Associazioni Sportive e Sociali Italiane, tra gli enti di promozione sportiva italiani più rappresentativi, ha voluto così far sentire il proprio apporto a dirigenti, tesserati e affiliati anche attraverso la presenza del presidente, il senatore Claudio Barbaro. "Lo sport non ne può più, lo sport è esasperato. Lo sport pretende rispetto da un Governo che lo ha definito non essenziale. Questo vogliamo noi oggi in questa piazza: rispetto", il duro commento di Barbaro, presidente di Asi Nazionale.

"Noi vogliamo che lo sport diventi centrale – ha aggiunto – non se ne può più, vogliamo considerazione perché siamo il 4% del Pil nazionale, perché creiamo occupazione, perché siamo strutture pubbliche e private che permettono il coinvolgimento non solo dei praticanti ma di lavoratori. Il Governo ci chiude – conclude Barbaro – ma il Governo ora deve mettere nelle condizioni tutte le strutture di ripartire con misure adeguate".

"Lo sport merita rispetto", è stato lo slogan della manifestazione, "piscine vuote ma i costi non si fermano", recitava uno striscione della Federazione Italiana Nuoto presente in piazza insieme al presidente Paolo Barelli. Ed ancora, "un allenamento saltato è uguale a una settimana di sacrifici buttati", uno dei messaggi sui tanti cartelloni affissi. Una manifestazione pacifica, apartitica ma molto partecipata con oltre 500 persone. In piazza, tra gli altri, anche l’ex pugile Vincenzo Cantatore, il nuotatore olimpico Massimiliano Rosolino e Domitilla Picozzi, pallanuotista della Sis Roma e nazionale italiana.

“Lo sport è in crisi, sta fallendo – ha dichiarato Cantatore all’Adnkronos – Non ci sono più soldi, le palestre sono chiuse. Prima hanno che detto che erano diffusori di contagio, poi il Governo ha fatto un passo indietro e poi di nuove le ha colpite. Così mettono in ginocchio un intero settore. Una catena di montaggio di sgretolamento, è stato fatto del terrorismo psicologico. Per non parlare delle piscine dove si nuota a due, tre metri di distanza, che rischi si corrono?. "Per un 80% di questo mondo non ci sarà risalita. O si agisce subito o finirà tutto".

Sulla stessa lunghezza d’onda Rosolino. "Lo sport è pulizia, è benessere. Capisco che il Governo debba pensare a tante cose, ma lo sport merita di sopravvivere. Non dico che debba avere un ruolo primario ora, anche se lo meriterebbe, ma nemmeno un simile trattamento".

“E’ importante che arrivino aiuti concreti e sostegno vero, altrimenti lo sport rischia di sparire”, ha spiegato Roberto Cipolletti, presidente del comitato regionale Asi Lazio.