Covid, Bassetti: “Ricevo denunce di tamponi mai eseguiti con esito negativo”

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Matteo Bassetti
Matteo Bassetti

Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico di Genova, ha parlato della situazione Covid in Italia. Tra Green pass e immunità di gregge, si apre la polemica sui tamponi rapidi.

Covid, Bassetti sui test rapidi: perché non sono da considerare sicuri per la concessione del Green pass

“Dico da sempre che i test antigienici non sono affidabili se non sono fatti “a fresco”. Hanno un limite intrinseco: possono dare un esito negativo quando il soggetto è positivo. La loro sensibilità arriva al 50-60%. Nel restante 40-50% dei casi può dare un esito diverso dalla realtà. Il test rapido può aver senso se fatto prima dell’ingresso in discoteca o di un concerto, oppure prima di andare al ristorante. Se fatto due giorni prima invece, nel frattempo potrebbe essere successa qualsiasi cosa. Lo stesso vale per il test molecolare. Questo, fatto tre giorni prima, apre una finestra troppo ampia di insicurezza. Mi auguro che la situazione dei tamponi vada rivista. Anche perché con il Green pass abbiamo creato un tamponificio che qualche volta non è neanche fatto così bene. In alcuni casi i tamponi non vengono eseguiti e viene già direttamente dato un responso negativo.”

Covid, Bassetti sui test rapidi: le denunce di medici e cittadini

L’infettivologo spiega anche perché è a conoscenza di questi fatti: “Lo so perché ho ricevuto denunce da parte di colleghi e anche di cittadini. In alcuni centri il tampone non verrebbe fatto o non verrebbe fatto in modo rigoroso, nel senso che il tamponcino viene appena appoggiato sulla narice. Il alcuni casi addirittura non viene neppure eseguito. Credo che servano più controlli, mi pare che ce ne siano pochi sul Green pass che dovrebbe essere incrociato con il documento di identità. I Nas dovrebbero effettuare più controlli random nei centri dove si effettuano i tamponi.”

Covid, Bassetti sull’immunità di gregge: quando sarà sconfitto il Covid

“Il Sars-CoV-2 sta circolando molto. Credo che durante questo autunno-inverno, chi non è ancora stato colpito dal virus e non è vaccinato, purtroppo verrà infettato. Quindi arriveremo in primavera che tra infettati e immunizzati dalla malattia naturale, saremo vicini al 95%. A questo punto avremo un’immunità stabile. Non arriveremo ai contagi zero, ma assisteremo a una sorta di convivenza con un virus depotenziato. È stato sbagliato parlare di immunità di gregge di fronte a un virus respiratorio. Più che altro la chiamerei immunità di sicurezza, perché diventerà ampia.”

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