Covid a Bergamo, il procuratore Chiappani: "Sul rapporto Oms troppe versioni"

·1 minuto per la lettura
- (Photo: Filippo VeneziaANSA)
- (Photo: Filippo VeneziaANSA)

Continua l’indagine della procura di Bergamo sui morti per Covid e sul rapporto dell’Oms che criticava il piano pandemico dell’Italia. “La verità è che ci sono molte incongruenze che riguardano più versioni date da più soggetti”, spiega il procuratore di Bergamo Antonio Chiappani intervistato dal Corriere della Sera. Ma “allo stato non ci sono elementi per alcuna contestazione nei confronti del ministro” della Salute, Roberto Speranza. Le “molte incongruenze” rilevate dal magistrato sono “nelle parole di tante persone sentite”.

Ciò su cui la procura cerca di fare luce è su “qual è stata la prima risposta delle autorità sanitarie alla pandemia”, spiega Chiappani. “Se ci sono stati errori, omissioni o comportamenti sbagliati. E siamo incappati nella mancanza di aggiornamento del Piano pandemico”. Per il procuratore “c’è stata una grande sottovalutazione del rischio”. Ma sulla mancata zona rossa di Nembro e Alzano ammette: “Il virus si sarebbe sviluppato comunque o no? La risposta non è assolutamente facile”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli