Covid, Boccia: 21 parametri tutelano salute, non politicizzarli

Sav
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Roma, 18 nov. (askanews) - "E' apparso dal dibattito esterno che" i 21 indicatori utilizzati per determinare la situazione della pandemia nelle diverse Regioni "sono arrivati all'improvviso, come se ci fosse un'alchimia particolare: sono gli stessi indicatori su cui la Cabina di regia ha lavorato da maggio ad oggi e continuerà a farlo. Questi indicatori sono a garanzia della tutela della salute di tutti noi e sono oggettivi". Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, ascoltato dalla Commissione parlamentare per le questioni regionali sui rapporti tra lo Stato e le regioni in conseguenza delle recenti evoluzioni dell'emergenza coronavirus. "Il modello del Dpcm 3 novebre 2020, che ha fatto partire un nuovo approccio nella gestione dell'emergenza con la zonizzazione giallo-arancione-rosso a seconda dei diversi livelli di criticità, è stato varato con il decreto ministeriale del Ministero della Salute del 30 aprile 2020" e alla sua predisposizione hanno partecipato anche "tre tecnici indicati dalla Conferenza delle Regioni, da Lombardia, Umbria e Campania a nome di tutti i presidenti di Regione", ha ricordato il ministro: "Oggi - ha proseguito - siamo tra la 26ma e la 27ma settimana di utilizzo di quel modello: non è nato il 3 novembre quando è stato fatto il Dpcm, ma mesi prima, ad aprile, perchè la fase di graduale riapertura l'abbiamo gestita con la massima cautela nonostante ci fossero spinte legittime per le riaperture immediate. Da giugno siamo andati avanti con un report settimanale, che è quello di cui discutiamo oggi". Ieri "c'è stata una richiesta delle Regioni di un confronto" per la modifica degli indicatori, "legittima e comprensibile" secondo Boccia, e "se dovesse venir fuori dalla Cabina di regia, dove ci sono i tecnici, una valutazione scientifica sui parametri, che può consentire a un parametro di essere ponderato meglio o in maniera diversa rispetto a altri, ovviamente la Cabina di regia deve e può dare un contributo di questo tipo". Ma "l'unica cosa che non possiamo fare - ha avvisato - è politicizzare i parametri o renderne discrezionali alcuni rispetto a altri senza il conforto della comunità scientifica e dei tecnici. Il confronto è giusto, ma lo faremo con lo spirito di garantire sempre l'oggettività dei numeri che vengono fuori e che devono tenere conto dello scenario, che è completamente cambiato rispetto a marzo-aprile".