Covid, Boccia: riaprire tutto per ora non è contempato

Sav
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Roma, 18 nov. (askanews) - "Quando si potrà riaprire tutto? Tutto non è contemplato: tutto ci porterebbe al 1 gennaio 2020 e lì non ci possiamo andare fino a quando non abbiamo la certezza che ne siamo fuori, ma dobbiamo avere anche la certezza che quando ci sarà il vaccino ci sarà un periodo in cui bisognerà tenere in sicurezza tante persone, il giorno 'X' con il vaccino e l'immunizzazione di tutti sarà una sorta di facing out da questa condizione e lo faremo con il massimo rigore". Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, ascoltato dalla Commissione parlamentare per le questioni regionali sui rapporti tra lo Stato e le regioni in conseguenza delle recenti evoluzioni dell'emergenza coronavirus. "Tutte le attività che si sono fermate vanno aiutate in maniera rigorosa e con tempi rapidi", ha proseguito, ricordando che "c'è un impegno nel monitorare giorno dopo giorno le competenze di tutti gli apparati dello Stato che devono dare risposte in tempo reale". Per Boccia "è evidente che la convivenza con questo tipo di diffusione del contagio passa attraverso la capacità di mettere in sicurezza alcune attività economiche: l'industria in questa fase non è stata chiusa perchè i protocolli di sicurezza hanno funzionato bene, nella prima fase non c'erano protocolli perchè non c'era mai stato il Covid. "Intanto riduciamo il più possibile il livello di contagio e i luoghi del contagio, poi insieme guarderemo le diverse condizioni territoriali. Il modello distinto che c'è ci consente di entrare nel merito di tutte le valutazioni fatte sugli indicatori di processo, sulla capacità di monitoraggio e di risultato: messi insieme gli indicatori ci danno gli aspetti che abbiamo di fronte. Dobbiamo convivere avendo messo in sicurezza il più possibile il Paese, sapendo che ora il virus lo si tiene fermo con questo sistema di restrizioni che poi sono allentate un po'", ha concluso.