Covid, Bonaccini: "Nessuno strappo tra governo e regioni"

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"Secondo me quello del presidente del Consiglio, Mario Draghi, era un forte richiamo perché si proceda tutti speditamente. Non c'è stato nessuno strappo e, se c'è stato, è già stato ricucito, oggi ci sarà un incontro con il Governo". Così il presidente della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, a Mattino 5, in merito alle parole del premier dei giorni scorsi sulle vaccinazioni e sul ruolo delle Regioni. "Dobbiamo fare insieme, non può fare lo Stato da solo e non possono fare le Regioni da sole - ha aggiunto - Lo Stato si è detto pronto a dare una mano a chi è in difficoltà. Quello che è mancato finora non è stata l'organizzazione, ma le dosi, arrivate addirittura in numero inferiore anche a quelle stabilite dalle forniture".

"Per quanto riguarda le categorie da vaccinare in modo prioritario, bisogna attenersi alle decisioni prese dal Governo con le Regioni e devono valere per tutti, se io mi comportassi in modo differente da un cittadino normale, rispetto al tempi in cui fare vaccino, non si capirebbe più niente", ha detto ancora Bonaccini interpellato sullo sfogo del presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Micciché, sulla mancata vaccinazione ai politici.

"Abbiamo definito – ha detto ancora - un piano con il Governo ancora più puntuale che identifica le categorie per età e per professione. Sappiamo che oggi le priorità sono: dopo aver vaccinato tutto il personale sanitario, socio-sanitario, personale e degenti delle rsa, completare il prima possibile le vaccinazioni degli ultraottantenni e cominciare con gli ultrasettantenni. Perché la gran parte dei decessi tocca persone che hanno più di 70 anni".

"Ad aprile – spiega -, noi termineremo, in Emilia-Romagna, tutti gli ultranovantenni che sono più di 350mila già con la doppia dose, tant'è che chi aveva prenotato dopo il 15 aprile li stiamo richiamando per anticipare, perché finalmente ci sono più dosi, arriveranno, entro il 3 aprile, oltre 1 milione di dosi Pfizer, oltre mezzo milione di dosi Moderna e oltre un milione e 300mila di AstraZeneca. Così ci è stato detto e questo è quello che credo avverrà".

"Ai medici di medicina generale – conclude – noi, in Emilia-Romagna, abbiamo dato e daremo le dosi di AstraZeneca per il personale scolastico, contemporaneamente vacciniamo le persone con disabilità, quelle fragili, con patologie a partire da quelle gravi, forze dell'ordine, polizie locali e protezione civile. Addirittura, poiché c'era stata polemica per il personale universitario, che rientrava nel personale scolastico all'inizio, avevamo iniziato a vaccinarlo, ma siccome ora lavora in smart working, l'abbiamo messo in coda".