Covid, Brosio a Feltri: "No vax vanno curati come tutti"

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“Quello alla cura è un diritto universalistico sancito dalla Costituzione: i no vax vanno curati come tutti i cittadini”. Paolo Brosio non è d’accordo con Vittorio Feltri. Il direttore di Libero ha scritto che chi è contrario a sottoporsi al vaccino anti Covid dovrebbe pagare di tasca propria le cure se dovesse ammalarsi. Parlando con l’Adnkronos, il giornalista ha ribadito “l’anticostituzionalità dell’obbligatorietà del vaccino, che deve restare una scelta facoltativa per ogni persona”.

“Per quanto mi riguarda – ha precisato Brosio –, sono favorevole ai vaccini, ma non a quelli preparati in soli 11 mesi e Feltri dovrebbe sapere, dato che è sufficiente parlare con qualsiasi esperto, che vanno testati per almeno 2-3 anni”. Inoltre, ha aggiunto, “il virus è mutante e il vaccino è sempre in ritardo rispetto alla sua mutazione: c’è dunque il rischio di inocularsi un antidoto né sicuro e né efficace”.

“Anche i tamponi spesso non sono attendibili”, prosegue Brosio parlando della propria esperienza di positività al Covid: “Il 17 settembre ne avevo già fatti 13 ed erano tutti negativi, ma non mi sentivo comunque bene. Fino a quando non feci una tac non ebbi la sicurezza di essere positivo. Se avessi partecipato al Grande Fratello, basandomi soltanto sul risultato dei tamponi, avrei fatto una strage. Sono stato ricoverato 36 giorni”.

Brosio parla poi del problema della cura per chi contrae il Covid: “Spesso le terapie giungono tardi, quando l’organismo è ormai debilitato. Ci si dovrebbe rinforzare con vitamina A e C, con l’echinacea e l’astragolo, che io stesso assumo. E bisognerebbe valorizzare la terapia con l’eparina e quella con il plasma iperimmune”, conclude.