Covid, Cgie: sommersi da richieste connazionali per rientro a casa

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Image from askanews web site
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Roma, 26 lug. (askanews) - Il Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (Cgie) è inondato di richieste di informazioni da parte di connazionali che, a due anni di distanza dall'esplosione del Covid-19, chiedono di rientrare a casa. E' quanto ha reso noto oggi il Cgie in un comunicato.

"Ai persistenti ritardi accumulati ovunque dagli uffici consolari italiani, che non riescono a soddisfare le richieste di nuovi documenti d'identità e, quindi, condizionano gli spostamenti, si aggiungono le nuove e caotiche misure generali prive di esaustive informazioni per tranquillizzare coloro che hanno programmato di venire in Italia", si afferma nella nota.

Il riferimento è all'ultimo decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri "correlato alla messa a punto della controversa introduzione nella vita civile e sanitaria del 'green pass' con il quale il nostro Paese, a partire dal 6 agosto, dovrà gestire la quotidianità dei nostri connazionali e dei turisti, che in queste settimane desiderano venire in Italia a trascorrere le vacanze".

Secondo il Cgie la versione italiana di questa misura regolatrice, oltre ad essere contestata dai gruppi no-vax, "mostra limiti applicativi e trova difficile applicazione perché in alcuni ambiti rischia di misconoscere i diritti essenziali di molti cittadini italiani e stranieri, tra questi anche quelli dei nostri connazionali residenti all'estero".

"Ci fosse una volta che i decreti legge emessi dal Governo, che negli ultimi anni sono diventati gli strumenti legislativi abituali - che regolano la vita civile italiana - che contenessero anche regole applicative per gli italiani all'estero", ha rimarcato il Cgie.

"Chiedere l'aggiornamento delle procedure legislative per evitare il continuo ricorso alle interrogazioni parlamentari o agli ordini del giorno dei parlamentari può essere derubricata come disfunzione amministrativa, può sembrare una pretestuosa illusione, ma la realtà spinge a esigere l'immediata istituzione di un luogo concreto per promuovere la naturale applicazione delle leggi nei tempi previsti anche tra le comunità italiane all'estero", ha concluso.

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