Covid, chef Circiello: "feste in casa e manifestazioni, ma ristoratori rimangono penalizzati"

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"La riapertura consentita a pranzo e cena per i locali che hanno spazi esterni penalizza i tantissimi ristoranti che non hanno possibilità di allestire fuori per i propri clienti. Non si è tenuto conto, infatti, delle condizioni climatiche che, se al centro e al sud sono sicuramente più miti, al nord spesso non consentono di approfittare di questa opportunità se non attrezzandosi con ombrelloni. Del resto solo alcuni adatti alle piogge improvvise". E' quanto ha dichiarato all'Adnkronos lo chef romano Alessandro Circiello e volto noto della tv, a proposito della riapertura dei ristoranti.

"Tutto questo significa che gli imprenditori della ristorazione, dopo le enormi perdite dovute ai vari lockdown, dopo aver già investito nelle misure di prevenzione imposte dalla pandemia, dovranno investire ancora per poter lavorare all'esterno - ha proseguito Circiello -Tutto questo senza che siano state introdotte misure di detassazione idonee a superare questo drammatico periodo storico".

"E con il coprifuoco che resta fermo alle 22 gli introiti derivanti dal servizio serale saranno anch'essi penalizzati - ha ricordato lo chef romano- In Italia non si cena alle ore 19. Eppure, si continuano a fare feste in casa senza alcuna restrizione, manifestazioni in piazza e feste come ieri a Bologna senza mascherine e protezioni, ma si limita in modo totalmente illogico l'attività della ristorazione, che è ormai alla canna del gas. Due pesi e due misure".