Covid, chi è guarito può essere reinfettato? Risponde Burioni

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Sono in molti a chiedersi, dopo il caso di un giovane di 25 anni infettato due volte (la seconda volta più grave), se chi è guarito è protetto oppure no dal coronavirus. “Sono a questo punto circa 20 le reinfezioni ben documentate - ha spiegato Roberto Burioni su Medical Facts -, con una paziente che è deceduta inseguito al secondo contagio (ma si tratta di una donna molto anziana e con gravissimi problemi di salute già presenti prima dell’infezione virale)”.

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“I test per la rilevazione degli anticorpi non sono standardizzati - ha dichiarato il virologo -, e anche in questo caso non possiamo sapere se i pazienti reinfettati avevano o meno gli anticorpi che in generale sono correlati alla protezione dalle infezioni virali (e che sono indotti dai vaccini in via di sperimentazione), ovvero quelli capaci di neutralizzare il virus. Pure su questo argomento ne sapremo di più con il tempo”.

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Capire se i pazienti reinfettati sono coraggiosi, “è molto difficile - ha aggiunto - ma almeno in qualche caso è ragionevole pensare che i reinfettati possano essere stati infettivi.

L’esperto ha concluso citando un editoriale di Lancet: “I casi di reinfezioni ci dicono che non possiamo affidarci all’immunità acquisita tramite l’infezione naturale per ottenere l’immunità di gregge. Questa strategia non solo causerebbe la morte di molte persone, ma neppure funzionerebbe. L’ottenimento dell’immunità di gregge richiede vaccini sicuri ed efficaci e una vaccinazione diffusa della popolazione”.

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