Covid: chiusure ristoranti, non solo da Arcs Roma ma da tutta Italia si chiede intervento Governo

·1 minuto per la lettura
default featured image 3 1200x900
default featured image 3 1200x900

Roma, 19 mar. (Adnkronos) – Dopo l’appello dell’Arcs (Associazione Ristoratori Centro Storico di Roma), che in una nota ha denunciato tutte le problematiche causate dalle chiusure a singhiozzo e senza programmazione per via dell’emergenza Covid-19, anche altri ristoratori di tutta Italia vogliono un rispetto della categoria. La richiesta è quella di un tavolo di confronto con Governo e istituzioni per salvaguardare la ristorazione -ormai diventata una vera e propria impresa, con tutti i costi di gestione annessi- che rappresenta un Pil importante per l’Italia.

Giuseppe Santoro (Presidente Federazione Italiana Pizzaioli) in merito alla questione ha dichiarato: "Lo Stato ci ha abbandonati, ma noi non ci arrendiamo. Sentendo in questi giorni i soci, i sostenitori ed i colleghi sparsi per la Penisola, sento che tutti ci troviamo nella stessa situazione. Chi sta a casa non compra cibi da asporto e, ovviamente, neanche la pizza; tutto si concentra nel weekend, ma oggi le nostre perdite superano il 75-80% in alcuni casi e nelle piccole città dell’entroterra anche il 95%. Si rimane aperti solo per avere un po’ di moneta per continuare a vivere. La situazione che stiamo vivendo è catastrofica.

Pasquale Naccari (Presidente di Ristoratori Toscana e TNI Horeca Italia, associazione che rappresenta 40.000 imprese italiane nel settore) ha detto: "Siamo vicini ai ristoratori di tutta Italia, ai quali offriamo appoggio e comprensione per le difficoltà che noi tutti stiamo attraversando. Il mio appello è quello di stare uniti, perché solo uniti possiamo uscire da questa crisi che sembra non finire mai".