Covid, in Cina il turismo stenta a riprendersi

Red
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Roma, 11 feb. (askanews) - Se c'è un comparto economico fortemente colpito in tutto il mondo dalla pandemia Covid-19 è certamente il turismo. Questo anche in Cina, dove pure l'epidemia è stata messa sotto controllo con una certa rapidità lo scorso anno. I dati dimostrano che nell'ultimo trimestre del 2020 il numero delle persone che hanno acquistato pacchetti turistici si è dimezzato rispetto allo stesso periodo del 2019, mentre per le vacanze del capodanno lunare appena iniziate le prospettive appaiono plumbee,

Il ministero della Cultura e del Turismo cinese ha reso noto che circa 25,25 milioni di persone hanno acquistato pacchetti turistici nell'ultimo trimestre del 2020, circa la metà dello scorso anno. Si tratta di un dato comunque in crescita rispetto ai precedenti trimestri: nel primo - durante l'emergenza pandemica più acuta - erano stati meno di 5 milioni, nel secondo 7,7 milioni e nel terzo 19,71 milioni.

In tutto il 2020, le entrate dal settore turistico sono state 4.130 miliardi di yuan (640 miliardi di dollari), con un calo di 2.500 miliardi di yuan (quasi 400 miliardi di dollari) rispetto all'anno precedente, secondo quanto riferisce il South China Morning Post, riportando una stima della data company iiMedia.

Il 2021 dovrebbe essere l'anno della ripresa. Tuttavia gli operatori non si fanno grandissime speranze. Il periodo di vacanze più importante dell'anno, quello in cui i lavoratori fuorisede tornano alle loro località d'origine, è il Capodanno lunare appena iniziato e, proprio alla vigilia, c'è stata un nuovo focolaio di Covid nello Hebei, vicino a Pechino, che pare aver spento la volontà di molti di muoversi. Circa 48 milioni di persone, secondo il ministero, hanno così deciso di restaree nei loro luoghi si lavoro e questo ha portato gli analisti ad abbassare le previsioni di crescita nel primo trimestre per il settore.