Covid Cina, lockdown e tamponi di massa per due città dell'Hebei

webinfo@adnkronos.com
·1 minuto per la lettura

Un totale di 127 nuovi casi di covid, oltre a 183 contagi asintomatici, in sei giorni hanno convinto le autorità della provincia cinese di Hebei, a nord di Pechino, a chiudere due città di Shijiazhuang e Xingtai, focolai della nuova ondata epidemica. (nelle ultime 24 ore, sono stati registrati 33 nuovi casi e 39 positivi ma asintomatici). Le autorità sanitarie locali denunciano che l'origine di questi focolai è stata importata dall'estero, anche se non è ancora stato individuato il 'paziente zero'.

Nelle due città è stato avviato un programma di tamponi per tutti che dovrebbe concludersi domani: a Shijiazhuang, dove vivono 11 milioni di persone, sono già stati effettuati 4,86 milioni di tamponi, e a Xingtai, che ha una popolazione di 7 milioni, 1,89 milioni.

Shijiazhuang - Per contenere la peggiore ondata di coronavirus che il Paese si trova ad affrontare da diversi mesi a questa parte, le autorità cinesi hanno messo in lockdown gli 11 milioni di abitanti di Shijiazhuang. Ai cittadini è stato ordinato di non uscire dalla città, mentre le principali autostrade sono state bloccate e cancellati tutti i trasporti aerei, ferroviari e via pulmann. Il lockdown giunge dopo che mercoledì sono stati rilevati a Shijiazhuang 117 casi di coronavirus, di cui 67 asintomatici. Giovedì, sempre a Shijiazhuang, sono stati accertati 66 casi positivi, secondo i dati riportati dalle autorità sanitarie dello Hebei. Nella provincia, a partire dal 2 gennaio, sono stati registrati in tutto 304 casi di Covid-19, la maggior parte a Shijiazhuang, che dista meno di 300 chilometri da Pechino e si trova ad un'ora di treno ad alta velocità dalla capitale.

Verso seconda ondata nell'Hebei: "Situazione grave"