Covid, in Cina primo caso di variante inglese

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Le autorità sanitarie di Pechino hanno confermato un primo caso della cosidetta variante inglese del coronavirus in Cina. Si tratta di una donna di 23 anni di Shanghai che è arrivata dalla Gran Bretagna il 14 dicembre come spiega il Centro cinese per il controllo della malattia in una ricerca. La donna è stata ricoverata in ospedale e ha sviluppato sintomi moderati. La Cina ha sospeso i collegamenti aerei con la Gran Bretagna lo scorso 24 dicembre.

Le autorità cinesi intanto hanno somministrato oltre tre milioni di dosi di vaccino contro il coronavirus dal 15 dicembre a ''gruppi chiave'' della popolazione, come ha annunciato il vice ministro della Commissione sanitaria nazionale cinese, Zeng Yixin, nel corso di una conferenza stampa. Questo dato si aggiunge alle 1,5 milioni di dosi somministrate ai "gruppi ad alto rischio" entro la fine di novembre, ha aggiunto Zeng, spiegando che meno dello 0,1% dei vaccinati ha avuto febbre leggera e circa due persone sul milione hanno sviluppato "reazioni avverse gravi relative" come le allergie.

Pechino ha inoltre approvato l'uso ''condizionato'' del vaccino contro il coronavirus sviluppato dall'agenzia statale cinese Sinopharm. Ne ha dato annuncio l'agenzia di controllo e di prevenzione statale il giorno dopo che la Sinopharm aveva spiegato che il vaccino inattivato sviluppato dal Beijing Biological Products Institute del China National Biotec Group (Cnbg) si è rivelato efficace al 79,34% contro il Covid-19.

La Cina intende vaccinare almeno 50 milioni di persone prima dell'inizio delle festività per il nuovo Anno lunare, a metà febbraio, in modo da contenere la diffusione del coronavirus in vista del rientro di centinaia di milioni di persone che, si prevede, torneranno nel Paese per le vacanze.