Covid: Codogno un anno dopo – il farmacista, 'vaccini luce in fondo a tunnel'

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Covid: Codogno un anno dopo – il farmacista, 'vaccini luce in fondo a tunnel'
Covid: Codogno un anno dopo – il farmacista, 'vaccini luce in fondo a tunnel'

Milano, 19 feb. (Adnkronos) – La strada che da Piacenza porta a Codogno, Giuseppe Maestri, l'ha percorsa ogni giorno. Per mesi, senza mai sentire la fatica o temere di entrare in contatto col coronavirus. Socio titolare della farmacia Navilli di Codogno, assieme a una socia, Maestri non ha mai fatto mancare nulla ai cittadini che si recavano in farmacia anche solo per trovare un po' di conforto. "Abbiamo dei ricordi di quei giorni molto difficili, che ci hanno un po' segnato a livello emotivo" racconta Maestri all'Adnkronos, ripercorrendo l'anno appena trascorso e la notte che cambiò tutto, quella della scoperta del paziente uno a Codogno.

"In questo anno sono successe tante cose brutte – sottolinea il dottore – tanti nostri clienti non ci sono più ed emotivamente in farmacia ci ha scosso tutti. Il ricordo ora è un po' annebbiato perché allora eravamo tutti in prima linea a lavorare con delle difficoltà particolari, avevamo pochi strumenti in quel momento e seguivamo più l'istinto che la testa". Maestri è stato uno dei simboli di coraggio e resilienza durante la pandemia, tanto che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo scorso giugno lo ha nominato, assieme ad altri 56 italiani, Cavaliere al merito della Repubblica.

Adesso la situazione qui è in miglioramento – racconta – anche se ci sono ancora un po' di contagi. I cittadini rispettano le regole, a Codogno devo dire che tutti sono molto attenti. Questa esperienza ci ha insegnato che anche nei momenti di grande difficoltà sociale, le persone che hanno un'anima si mettono a disposizione del prossimo. Qui siamo 12 farmacisti e tutti abbiamo avuto lo stesso riflesso, ossia aiutare le persone che avevano bisogno di noi. Ci abbiamo messo l'anima, con grande spirito di sacrificio". Assieme ai suoi colleghi, Maestri si è recato spesso di persona a casa dei pazienti che erano a casa e non potevano muoversi perché contagiati per portare le medicine. "Lasciavamo anche le bombole sul pianerettolo, senza entrare – spiega – e cercando di fare tutto quello che in quel momento un farmacista potesse fare: aiutare chi ne aveva bisogno".

Anche se la pandemia ancora non accenna a placarsi, a offrire un po' di speranza, osserva Maestri, sono i vaccini: "rappresentano un'opportunità fantastica, che ora bisogna sfruttare al massimo – ammette -. La luce in fondo al tunnel c'è e dobbiamo arrivarci tutti, dobbiamo avere la coscienza per il bene del prossimo anche di vaccinarci senza preoccupazioni. Noi farmacisti siamo stati chiamati dall'Asl di Piacenza per vaccinarci, io ho già ricevuto la prima dose e penso che se tutti avranno l'opportunità di farlo dovrebbero farlo. Solo così si potrà raggiungere la cosiddetta immunità di gregge e vivere finalmente in modo sereno".