Covid, Comandante cc Torino: "In lockdown cresciute violenze in famiglia e truffe online"

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Reati contro il patrimonio in generale calo, ma in crescita quelli di violenza commessi tra le mura domestiche, dai maltrattamenti in famiglia fino agli omicidi, le truffe, soprattutto online, molte volte accompagnate dalla clonazione di bancomat e carte di credito, lo spaccio di droga che non ha conosciuto alcun 'lockdown'. A tracciare l'andamento della criminalità a Torino e provincia dallo scoppio dell'emergenza Covid a oggi è il comandante provinciale dei carabinieri di Torino, colonnello Francesco Rizzo che al di là delle cifre raccomanda: ''denunciate sempre qualsiasi reato e, per qualsiasi dubbio, rivolgetevi al numero di emergenza 112 dove ci sarà sempre qualcuno pronto ad aiutare e dare consigli''.

''L'emergenza pandemica - sottolinea il colonnello Rizzo a colloquio con l'Adnkronos - ha inevitabilmente mutato le condizioni di vita dei cittadini incrementando in maniera esponenziale l'uso di strumenti digitale e questo ha determinato, nel 2020 nel territorio torinese, a fronte di un generalizzato calo della delittuosità di circa il 15% nel 2020 rispetto al 2019, con furti in calo del 30% e rapine del 17%, un' impennata delle truffe, soprattutto delle frodi online, con un incremento tra il 24% e il 25 %% . A farne le spese sono soprattutto gli anziani, ai quali si presentano finti tecnici di vari servizi e a inizio pandemia anche finti operatori sanitari. Per questo abbiamo realizzato un opuscolo che offre consigli per prevenire questi tipi di reati e che stiamo distribuendo sul territorio''.

''C'è poi un altro tipo di reato - prosegue il colonnello Rizzo - che durante i mesi di lockdown ha fatto segnare un aumento preoccupante, quello le violenze in famiglia. In questi mesi i carabinieri sono intervenuti per molti maltrattamenti con conseguente attivazione di codice rosso e di arresto del familiare violento ma numerosi sono stati anche gli omicidi in qualche modo riconducibili a dinamiche intra familiari, basti pensare che, per quanto riguarda quelli in cui sono intervenuti i carabinieri, siamo passati dagli 8 del 2019 ai 18 nel 2020. Per contro, i reati connessi allo spaccio e al consumo di droga non hanno segnato alcuno stop, anzi c'e' stato pure chi da semplice spacciatore di strada si è trasformato in 'fattorino' dello spaccio utilizzando il delivery per le consegne porta a porta''.

E se, proprio per la caratteristica di essere molti comuni della provincia torinese l'unico presidio di polizia presente sul territorio , i carabinieri delle stazioni in molti casi sono intervenuti per portare conforto e rassicurazione alla popolazione spaventata dal Covid, il comando provinciale di Torino è da mesi anche fortemente impegnato a collaborare con i Nas per scoprire le speculazioni sanitarie, dalla commercializzazione illecita di dispositivi sanitari, di tamponi rapidi, test medicali e farmaci per la cura fai da te del virus.

''Nei mesi scorsi abbiamo raccolto diverse denunce, dal commerciate che regalava test a chi si recava in visita nel suo autosalone al proprietario di circolo che regalava tamponi agli iscritti. Ora - precisa il comandante Rizzo - con l'avvio della campagna vaccinale, l'attività è rivolta soprattutto a verificare che non ci sia la somministrazione di dosi a chi per ora non ne ha diritto''.

La pandemia, però, non è solo emergenza sanitaria, i mesi di chiusura di imprese e attività commerciali hanno causato difficoltà economiche a molti imprenditori per carenza di liquidità rischiano di diventare vittime di usura, un fenomeno purtroppo ancora troppo sommerso sia perchè la vittima si vergogna sia perché molte volte crede davvero nella buona fede di un benefattore che invece non lo è.

''Nel 2020 - sottolinea a questo proposito il comandante dei carabinieri torinesi - abbiamo avuto 13 denunce rispetto alle 7 dell'anno precedente, ma il numero è molto basso rispetto alla dimensione di un fenomeno che in questo periodo di pandemia riteniamo abbia subito un notevole incremento e dietro il quale spesso di nasconde la criminalità organizzata''.

''Non dimentichiamo che a Torino e provincia sono censite 12 locali di 'ndrangheta che viene considerata la più attiva in questo fenomeno'', ricorda il colonnello Rizzo che conclude: ''la criminalità organizzata ha capitali sia per prestare denaro sia per acquistare crediti deteriorati delle imprese in difficoltà subentrando nelle società. Per questo, oltre alle strategie investigative, è importante il protocollo siglato nei mesi scorsi proprio nel capoluogo piemontese per prevenire l'usura attraverso il sostegno delle attività economiche in crisi e la promozione del microcredito''.