##Covid, Conte difende Dpcm da Regioni e accelera su verifica governo

Afe
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Roma, 4 nov. (askanews) - Dopo una giornata caotica, con le Regioni sul piede di guerra, Giuseppe Conte fa slittare di un giorno (a venerdì) l'entrata in vigore del nuovo Dpcm e convoca una conferenza stampa all'ora di cena per spiegare, e difendere, le nuove misure prese dal governo. Il premier deve fronteggiare, prima di tutto, l'assalto di alcuni governatori, che vogliono dire la loro sulla definizione delle tre aree (rossa, arancione e gialla) che determinano la modulazione delle restrizioni. Una cosa che, spiega, il governo non può accettare perché "non c'è nessuna negoziazione, non possiamo metterci a contrattare sulla pelle dei cittadini". E del resto, fa notare, "le Regioni non sono alter ego ma parte di questo sistema di monitoraggio", lo hanno approvato e nella scelta delle aree non c'è nessuna "discrezionalità politica" in capo al ministro della Salute, Roberto Speranza. Dunque no alle contestazioni, ma anzi un invito alla collaborazione nel flusso dei dati, tenendo presente comunque che "quando si entra in un'area non è che si esce se c'è un dato diverso il giorno dopo, il dato deve stabilizzarsi. Ci deve essere una permanenza nella fascia di almeno 14 giorni". Nella conferenza stampa, Conte assicura che "non abbiamo alternative" alle nuove restrizioni, perché "il virus corre" e c'è "alta probabilità" che alcune Regioni "superino le soglie critiche per le terapie intensive nelle prossime settimane". Ma il premier è consapevole che il Paese è allo stremo, psicologicamente ed economicamente e che l'impatto del nuovo Dpcm (il terzo nel giro di una ventina di giorni) sarà durissimo in particolare nelle zone rosse. Per questo, garantisce, in settimana, "forse già domani" arriverà un decreto "ristori-bis" con un valore tra 1,5 e 2 miliardi, ma se fosse necessario il governo è pronto a ricorrere "anche a un nuovo scostamento di bilancio". L'obiettivo, come per il dl ristori, è di garantire indennizzi rapidi e direttamente nel conto corrente. La gestione del coronavirus si intreccia, naturalmente, con la vita politica dell'esecutivo. Conte approfitta della conferenza stampa per ribadire all'opposizione che "la proposta di tavolo di confronto è sempre lì e rimarrà aperta fino alla fine", ma soprattutto accelera il passo nel percorso per stabilizzare e rendere più solida la maggioranza. Il premier ha convocato per domani il tavolo con i leader dei partiti che lo sostengono e la notizia è già nella composizione perchè alla riunione parteciperanno, per la prima volta, il segretario Pd Nicola Zingaretti, il leader di Iv Matteo Renzi, il capo politico del M5s Vito Crimi e Roberto Speranza di Leu. Il tavolo, spiega il presidente del Consiglio, ha l'obiettivo di definire le "priorità dell'azione di governo" perchè "la gestione della pandemia ci assorbe molto, ma dobbiamo pensare anche al futuro". Non si parlerà invece, assicura, di rimpasto che "non mi è stato chiesto da nessuna forza politica" e che "non può interessare ai cittadini. Non interessa me e nemmeno le forze politiche".