Covid, 'crisi' in Sudcorea: nuove misure più rigide

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Tornano a crescere i timori per la diffusione del coronavirus anche in Corea del Sud, dove per il quarto giorno consecutivo si registrano più di 200 contagi nell'arco di 24 ore. Il governo ha deciso di inasprire le misure con particolare attenzione al distanziamento fisico nell'area metropolitana di Seul, dove vive circa la metà della popolazione sudcoreana (51 milioni di persone in tutto), e a Gwangju, a sudovest di Seul.

Il premier Chung Sye-kyun, in dichiarazioni riportate dall'agenzia Yonhap, ha parlato di una vera e propria "crisi" riguardo gli sforzi per il contenimento dell'epidemia. "Nell'ultima settimana - ha aggiunto - nell'area metropolitana di Seul ci sono stati in media più di cento pazienti al giorno".

Dei 230 nuovi casi segnalati stamani nel bollettino ufficiale, 137 sono stati confermati a Seul e nelle città limitrofe. Così, riporta la Yonhap, misure più rigide entrano in vigore giovedì nella capitale e nella provincia di Gyeonggi.

In particolare, si legge, in classe sarà consentito l'ingresso dei due terzi degli studenti normalmente dietro ai banchi. Nuove disposizioni anche per bar, club e locali al chiuso. Nei luoghi di culto e agli eventi sportivi è ammesso il 30% delle persone normalmente previste. Concerti, manifestazioni varie e festival consentiti con un massimo di 100 partecipanti.

Dall'inizio dell'emergenza sanitaria la Corea del Sud ha segnalato 28.999 casi di Covid-19 e 494 decessi.