Covid: Cuperlo, 'noi triestini tolleranti ma ora basta, adesso c'è preoccupazione'

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Roma, 2 nov. (Adnkronos) – "Trieste è una città più disponibile alla beffa che non al danno", è adesso che il 'danno' è arrivato "è il momento di dire basta". Gianni Cuperlo, triestino ed esponente del Pd, parla così all'Adnkronos di quanto sta accadendo nella città **giuliana** che da 'capitale no green pass' sta diventando un focolaio Covid. "Trieste ha un grandissimo grado di tolleranza, però a un certo punto giunge la soglia oltre la quale di determina una reazione e una risposta".

E la reazione, racconta Cuperlo, è anche un appello web -sottoscritto dall'ex deputato dem- partito spontaneamente e che ha superato le 35mila firme in poche ore in cui si dice che Trieste è altro, è la capitale della ricerca e che la protesta di una minoranza non può diventare un danno per la collettività. "Lo hanno promosso Mitja Gialuz, un giovane docente diritto costituzionale ordinario a Genova ma triestino di nascita e presidente della Barcolana, la più frequentata regata al mondo, e l’avvocata Tiziana Benussi che presiede la Fondazione della Cassa di Risparmio locale".

"Fintanto che c'era un gruppo di persone che in modo pacifico -anche se con qualche eccesso- protestava, l'atteggiamento della città è stato quello di chi tutto sommato, anche se non comprendeva, sopportava. Ma quando una protesta del tutto priva di argomenti logici, si traduce in danno economico e soprattutto sanitario che si riverbera sulla salute della collettività, a quel punto la tolleranza della città si trasforma in capacità di risposta che nel giro di poche ore mobilita migliaia di persone nel dire 'adesso basta'".

(segue)

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