Covid, da Granato tesi no vax in Senato: "Venduti a multinazionali"

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I vaccini anti covid? Valgono "meno dei cosmetici". Il Green pass obbligatorio? "Non attesta la sicurezza sanitaria". L'emergenza sanitaria? "Difficile crederci". Il governo? "Ci ha venduto alle multinazionali del farmaco". I parlamentari? "Insider trading che agiscono sul mercato azionario a beneficio delle multinazionali". E' la senatrice Bianca Laura Granato a declinare le tesi 'no vax' al Senato. In aula si discute del decreto sull'obbligo del Green pass e la senatrice 'no pass' non si è lasciata sfuggire l'occasione.

Granato, protagonista qualche giorno fa di uno show all'ingresso di Palazzo Madama dove ha rifiutato di mostrare il Green pass, inizia subito mettendo nel mirino i vaccini: valgono "meno di cosmetici", perché "gli studi pre clinici sono insufficienti", alla loro base "non ci sono dati scientifici ma statistiche suggestive". Del resto, si è chiesta la senatrice, "se fossero stati efficaci e sicuri perché imporli con una compressione dei diritti costituzionali inediti, con il pretesto di una emergenza sanitaria cui è difficile credere?".

L'intervento della Granato, mascherina mal indossata e calante sul mento, è un crescendo: "I vaccini sono un'arma spuntata, fanno contagiare, ammalare e far morire di Covid, che lasciano circolare anche con la terza dose" e vengono imposti "con un ricatto economico anche a malati di cancro, donne in gravidanza e adesso anche ai bambini". Contro il Green pass, l'esponente de l'Alternativa c'è è ancora più dura: "Non attesta la sicurezza sanitaria. Lo sanno tutti. Il Green pass non viene nemmeno sospeso nel caso in cui un vaccinato risulta positivo!".

Ma questo è solo l'inizio, perché Granato affonda il colpo quando abbandona il campo della scienza e si sposta su quello economico/politico: con la campagna vaccinale "si crea una dipendenza dalle dosi successive del vaccino solo per esigenze logistiche dei somministratori", responsabile "un governo abusivo venduto alle multinazionali del farmaco, che ha venduto noi e i nostri corpi alle multinazionali del farmaco".

A questo punto, la presidente di turno del Senato, la 5stelle Paola Taverna, sente il dovere di intervenire: "Senatrice, lei si assume la responsabilità di quello di quello che dice". E la Granato la responsabilità se l'assume, perché riprende subito la parola e incalza: "Dov'è questa emergenza sanitaria per cui ci imponete queste restrizioni folli? Voi tornate a casa e non potete farvi vedere in giro, noi sì. Abbiamo ridotto il Paese a una repubblica delle Banane e la responsabilità è della maggioranza di governo, distaccata dal Paese".

E poi ancora: "Si sta lavorando per destinare in maniera scientifica una quota parte del bilancio alle multinazionali del farmaco sottraendolo alla sanità pubblica, l'unica arma per contrastare la pandemia". I dati sui vaccini sono numeri "da ostentare sul mercato azionario a beneficio delle multinazionali. Qui - accusa la Granato - ci sono insider trading per favorire questi processi sui nostri corpi, ma la gente non è stupida". La Granato chiude qui, ma è ancora Taverna a chiarire: "La presidenza non intende commentare gli interventi dei senatori, ma ognuno si assume la responsabilità delle proprie affermazioni...".

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