Covid, da inizio pandemia boom anti-insonnia, antidepressivi e lassativi

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Boom di lassativi, prodotti per l'insonnia, l'ansia, la depressione in Italia dall'inizio della pandemia da Covid 19. E ancora: crescita esponenziale di mascherine, igienizzanti per le mani, termometri, guanti. Calo drastico invece per i farmaci per la disfunzione erettile soprattutto nel periodo in cui si era chiusi in casa, e vero e proprio tracollo per i cosmetici venduti in farmacia che, complici mascherine e coprifuoco, vedono i rossetti calare del 46,6% e fard e fondotinta perdere il 36%. E' parte del quadro fornito all'Adnkronos da Iqvia, provider globale di dati in ambito farmaceutico, che racconta, numeri alla mano, 'l'anno in rosso' degli italiani, purtroppo scandito dallo scorso marzo.

Il 2020 è l'anno dei lassativi, farmaci senza obbligo di prescrizione, acquistabili in farmacia, parafarmacia, grande distribuzione ed online: il mercato ha registrato un boom raggiungendo un valore di 320 milioni di euro (valore prezzo al pubblico), più 5% rispetto al 2019 quando le vendite si erano attestate a 304 milioni. A volumi, invece, il mercato è aumentato del 3% durante il 2020, arrivando a 46,5 milioni di pezzi, rispetto ai 45,2 milioni di pezzi nel 2019.

Le ragioni? "La stipsi, condizione benigna che colpisce persone sedentarie e più donne che uomini, avviene di solito in chi è depresso o sottoposto a stress psicologici", rileva Iqvia. E la 'letteratura on line' insegna tra l'altro che spesso l'uso di purganti è legato ad illusori tentativi di dimagrimento, tanto più che secondo dati Coldiretti il 44% degli italiani è in sovrappeso, ingrassato a causa di smart working e lockdown.

I dati parlano chiaro: le vendite di lassativi (come fibre lassative, prodotti osmotici e salini, prodotti da contatto e lassativi emollienti) hanno infatti visto un’impennata soprattutto nella settimana del 9 marzo, quando si è verificato un fenomeno di accaparramento di prodotti da farmacia a causa della paura scatenata dal primo lockdown (+13,4% a valori a marzo). Tuttavia, anche se le vendite mensili sono state altalenanti nel 2020, sono sempre state maggiori rispetto al 2019, fuorché a maggio quando si è registrata una diminuzione del 2,9% a valori. In luglio e in agosto 2020, il venduto era sostanzialmente stabile, rispettivamente +1,0% e +2,1% in confronto agli stessi mesi dell’anno precedente. A settembre, invece, le vendite hanno ripreso a correre (+7,0%), come pure a dicembre (+8,2%).

La pandemia ha influito anche sulla vendita di prodotti per l’insonnia, l’ansia e la depressione, con una crescita connessa alle paure della prima e della seconda ondata e un calo in estate, quando con la sensibile diminuzione del contagio si è diffuso nella popolazione un senso di liberazione. Nel corso del 2020, la vendita di psicofarmaci da prescrizione è cresciuta a volumi dello 0,9% rispetto all'anno precedente. I pezzi venduti sono passati da 127,6 milioni nel 2019 a 128,8 milioni nel 2020, con un andamento altalenante dovuto alla preoccupazione per l’evolversi della pandemia da Covid-19.

I farmaci di auto-cura e tutti gli altri prodotti calmanti e antidepressivi (principalmente integratori a base di valeriana e melatonina), hanno visto invece un aumento del 18,3% in farmacia anche se i volumi venduti sono molto minori rispetto ai farmaci da prescrizione: 10,4 milioni di pezzi nel 2019 contro 12,3 milioni nel 2020.

La classe di prodotti da prescrizione per la disfunzione erettile ha visto un calo complessivo piuttosto cospicuo a valori (-16%) durante il 2020. Secondo i dati rilevati da Iqvia, c’è stato un crollo delle vendite di questi prodotti in farmacia particolarmente nel periodo in cui si era chiusi in casa. La vendita di prodotti per la cura della persona (creme, cosmetici, ecc.) è complessivamente in calo in farmacia nel 2020 (-3,4%) a circa due miliardi di euro, con un calo a volumi dello 0,4%. A causa del forte utilizzo di prodotti disinfettanti per le mani, hanno avuto invece una forte crescita i prodotti per la cura delle mani con un aumento a valori del 24,4%. Mentre la vendita in farmacia degli smalti per le unghie è calata a valori del 21,2%.

Per quanto riguarda la vendita di prodotti cosmetici in farmacia, i numeri sono in forte contrazione a causa forse dell’uso della mascherina e la riduzione delle attività sociali e lavorative in presenza. Il trucco per il viso, come fondotinta e fard, è sceso a valori del 36%, mentre il trucco per le labbra è sceso del 46,6%. Castigati anche gli occhi, seppur lasciati in primo piano dalla mascherina: ombretti, mascara, eyeliner calano, anche se meno, subendo una contrazione del 14,4%.

Aumento prevedibile e vertiginoso del paniere dei dispositivi usati durante la pandemia, con crescita di volumi del 78,6% e a valori del 175%. Per esempio, i guanti protettivi sono aumentati del 105,2% e i termometri dell’80,1%. Grande boom dei prodotti usati per la disinfezione delle mani che sono aumentati a volumi del 1125%, mentre le mascherine vendute in farmacia sono addirittura centuplicate a volumi e a valori arrivando a fatturare 164 milioni di euro.

Anche gli integratori nutraceutici, considerati utili per la prevenzione dei sintomi del Covid-19, hanno avuto un buon andamento (+3,8% a volumi), arrivando a fatturare 760 milioni di euro (5,7%). In farmacia è in aumento tutto il comparto del parafarmaco (termometri, mascherine, ecc.) a 1,7 miliardi (+9,8%), mentre l’aumento delle vendite a volumi è stato del 22,6%. Il mercato del nutrizionale (latte in polvere, alimenti per celiaci, ecc.) è invece sostanzialmente stabile in farmacia a 400 milioni.

I prodotti, invece, per il trattamento dei sintomi da raffreddamento, hanno subito una contrazione del 5,1% a valori nel 2020, per esempio i prodotti di libera vendita per la tosse sono calati del 28% a valori rispetto al 2019. Gli anti-influenzali e anti-raffreddore, come per esempio il paracetamolo, hanno visto una contrazione del 10,5% a valori e del 12,3% a volumi. Dopo una prima significativa crescita a marzo in questo comparto, a causa del fenomeno di accaparramento durante il primo lockdown, le vendite hanno subito, nel resto dell’anno, una flessione. Infatti, l’igiene delle mani, l’uso delle mascherine, il distanziamento e fenomeni come lo smart-working hanno ridotto fortemente anche la circolazione di altre malattie come i virus influenzali e da raffreddamento. Per lo stesso motivo, anche gli antibiotici sistemici hanno subito un crollo sia a valori (-24,1%) che a volumi (-24,0%) in farmacia nel 2020.

Complessivamente i farmaci e gli altri prodotti da banco (Otc), durante il 2020, hanno visto un calo del 2,1% passando da 6,1 miliardi a 6,0 miliardi. Questo calo è più accentuato a volumi (-4,4%).

Per concludere: nonostante la pandemia, il mercato italiano dei prodotti venduti in farmacia chiude il 2020 con un fatturato annuale totale di 24 miliardi di euro, segnando una contrazione dell’1,7% rispetto al 2019. Secondo Iqvia, il comparto 'etico' (medicine da prescrizione), che rappresenta il 57,8% delle vendite in farmacia, ha registrato una diminuzione a valori del 3,0% a 13,7 miliardi di euro, mentre a volumi il calo è stato del 3,9%. Il comparto commerciale e quello dell’autocura, invece, risultano invariati a valori in farmacia a 10,3 miliardi di euro, mentre aumentano a volumi dell’1,8%.

Inoltre, se si confrontano le vendite della farmacia con quelle della parafarmacia e della grande distribuzione organizzata nel mercato dei prodotti commerciali da farmacia, il quadro dimostra una certa resilienza dei negozi dalla croce verde. Infatti, mentre la farmacia fattura 10,3 miliardi in questo comparto e rappresenta il 70,5% del settore, le vendite della parafarmacia sono a 850 milioni di euro. Per quanto riguarda la Gdo, il fatturato dei corner degli iper-supermercati cala del 5,2% a 666 milioni di euro. Invece nel caso degli iper- supermercati senza corner il calo è dell’1,6% a 1.715 milioni di euro.

L’emergenza legata al Covid-19 ha avuto anche un forte impatto sugli acquisti di prodotti da farmacia online. Infatti, anche se uno degli avamposti durante l’emergenza sanitaria sono state proprio le farmacie, sempre aperte, molti consumatori hanno preferito fare gli acquisti sul web. Questo ha comportato un vero e proprio boom nei primi mesi del 2020 per le farmacie online anche se in Italia, a differenza di altri paesi europei come la Germania, non è permesso vendere farmaci da prescrizione su Internet.

Secondo Iqvia, il trend di crescita nel Paese delle vendite online è stato a doppia cifra. Infatti, mentre nel 2019 il valore dell’e-commerce farmacia in Italia è stato di circa 234 milioni di euro, nel 2020 c’è stata un’accelerazione del 66% arrivando a fatturare 389 milioni. In realtà, comunque, i numeri delle vendite online di prodotti da farmacia in Italia, anche se crescono a doppia cifra, sono ancora piccoli. Si tratta infatti di una quota esigua rispetto al totale mercato, ma l’e-commerce rappresenta una prospettiva positiva per il futuro. Infatti, gioca un ruolo importante la comodità di fare shopping 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana senza dover uscire di casa. Elemento non trascurabile in questo momento di pandemia.

“Il ruolo del farmacista durante la pandemia è stato fondamentale, infatti la farmacia ha rappresentato il primo presidio sanitario sul territorio in un momento in cui era difficile consultarsi col proprio medico. Il farmacista si è molto speso per dimostrare la sua vicinanza al cittadino in un periodo così drammatico. Tuttavia - spiega Sergio Liberatore, Amministratore delegato di Iqvia Italia - aldilà del fenomeno di accaparramento durante il mese di marzo, in generale le persone hanno evitato il più possibile di entrare nei negozi fisici”. (di Roberta Lanzara)