Covid da record in Germania, verso tamponi di massa e regola 2G su base locale

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08 November 2021, Berlin: A notice on 2G rules is posted at a pub in Berlin's Prenzlauer-Berg district. The struggle for a uniform legal basis for Corona rules continues as the number of infections rises. Photo: Fabian Sommer/dpa (Photo by Fabian Sommer/picture alliance via Getty Images) (Photo: picture alliance via Getty Images)
08 November 2021, Berlin: A notice on 2G rules is posted at a pub in Berlin's Prenzlauer-Berg district. The struggle for a uniform legal basis for Corona rules continues as the number of infections rises. Photo: Fabian Sommer/dpa (Photo by Fabian Sommer/picture alliance via Getty Images) (Photo: picture alliance via Getty Images)

In Germania, dove il tasso di vaccinazione è inferiore al 70%, l’incidenza settimanale di nuovi casi di coronavirus su 100mila abitanti ha raggiunto il livello più alto dall’inizio della pandemia, toccando quota 201,1. Il nuovo record arriva nel giorno in cui i partiti della coalizione Semaforo – Spd, Fdp e Verdi – presentano al Parlamento la loro proposta di legge per la gestione della pandemia. Tra i punti centrali della proposta, il ritorno dei test gratuiti per tutti i cittadini e l’obbligo di tamponi quotidiani per il personale e i visitatori delle case di riposo. Ma non – come molti si auguravano – l’estensione a livello nazionale della cosiddetta regola 2-G, che limita l’accesso ad alcuni servizi ai soli vaccinati e guariti (escludendo dunque chi non si vaccina per scelta).

Il Paese, ancora in attesa di un nuovo governo dopo le elezioni del 26 settembre, è alle prese con una quarta ondata violenta. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 15.513 nuovi casi, in calo rispetto ai 37.120 contagi record registrati venerdì, ma i dati sono solitamente più bassi dopo il fine settimana. Sono stati registrati 33 decessi, che portano il totale in Germania a 96.558.

Con l’inverno alle porte e i mercatini di Natale che fremono per aprire i battenti, la Germania sta vivendo il suo giorno della marmotta. I medici lanciano un allarme che suona tristemente familiare: se i contagi continueranno ad aumentare, presto raddoppierà anche il numero dei ricoveri in terapia intensiva. Secondo Christian Karagiannidis, direttore scientifico dell’Associazione interdisciplinare tedesca di terapia intensiva e medicina d’urgenza (Divi), il Paese sta “navigando nella nebbia e senza Gps” attraverso la nuova ondata. Anche le associazioni degli insegnanti danno l’allerta sulle infezioni nelle scuole, dove nella maggior parte dei casi non si usa più la mascherina.

Come se non bastasse, dall’Anticrimine federale (BKA) arriva un altro tipo di allarme: quello sull’aumento delle aggressioni - insulti, attacchi, minacce di morte - ai danni dei medici che partecipano alla campagna vaccinale. No vax e negazionisti stanno diventando un “rischio rilevante”, come riferito dall’edizione domenicale della Frankfurter Allgemeine Zeitung, nei centri vaccinali come negli studi medici, dove si possono verificare attacchi verbali e addirittura fisici. Un numero crescente di operatori sanitari denuncia di subire insulti e minacce per mail, sui social network, per telefono.

“La cancelliera Angela Merkel è molto preoccupata da settimane per l’evolversi della pandemia, e da tempo chiede a tutti di fare ciò che è necessario”, ha dichiarato il portavoce di governo Steffen Seibert, commentando i dati giornalieri del Robert Koch Institut. Seibert ha sottolineato che aumentano anche i pazienti nelle terapie intensive e che è “assolutamente chiaro che vi sia un legame: i dati più alti di incidenza e di ricoveri si registrano nelle regioni in cui ci sono le quote più basse di vaccinati”.

Per Merkel, scienziata per formazione, la resistenza di molti tedeschi a vaccinarsi è un boccone particolarmente amaro da mandare giù. Per tutto l’anno il governo ha faticato a trovare un modo per ravvivare una campagna di vaccinazione molto lenta. Secondo i dati ufficiali, solo il 67% della popolazione è completamente vaccinato, una percentuale che le autorità sanitarie ritengono non sufficiente. A differenza di quanto deciso in Italia e altrove in Europa, la Germania si è rifiutata di rendere obbligatorie le vaccinazioni per qualsiasi gruppo professionale.

Secondo le anticipazioni della stampa tedesca, la proposta di Spd, Fdp e Verdi non prevede misure estreme come il lockdown per non vaccinati deciso dalla vicina Austria, né l’estensione a livello nazionale della norma – già in vigore in alcuni Länder - che consente l’accesso ai locali pubblici e aperti al pubblico esclusivamente a vaccinati e guariti. È il caso della Sassonia orientale - dove il tasso d’incidenza è più del doppio della media nazionale, a 491,3.

La proposta di Spd, Verdi e Fdp mira a sostituire la legge “per la protezione della popolazione in una situazione epidemica di portata nazionale”, approvata dal Bundestag allo scoppio della pandemia in Germania. Periodicamente rinnovato, il provvedimento scadrà il 25 novembre prossimo, qualora il Parlamento federale non dovesse votare a favore della sua proroga. Tale regime consente al governo tedesco e agli esecutivi dei Länder di emettere ordinanze per la gestione dell’emergenza sanitaria senza l’approvazione degli organi legislativi.

Il testo prevede, tra le altre cose, il ripristinato di un bonus già destinato alle cliniche private, ossia il risarcimento statale per quelle strutture che mantengono parte dei loro letti nei reparti di terapia intensiva gratuiti per i pazienti affetti da coronavirus. Al fine di accelerare le vaccinazioni di richiamo tra gli anziani, i medici dovrebbero essere obbligati a scrivere ai loro pazienti di età avanzata e informarli in merito. I Verdi e i Liberali, in particolare, hanno spinto per la reintroduzione dei test gratuiti: la speranza che la loro abolizione incentivasse le persone a vaccinarsi si è rivelata sostanzialmente vana. I medici hanno sostenuto le richieste per la riduzione o l’esonero dai costi dei tamponi. Dicono che il vantaggio, oltre a servire la causa generale del contenimento del virus, è mantenere una buona panoramica sulla sua diffusione.

Il piano sarà discusso dal Bundestag, la Camera bassa del Parlamento, alla fine di questa settimana. Markus Soeder, primo ministro bavarese e presidente dell’Unione cristiano-sociale (Csu), ha chiesto strategie più allineate tra il livello federale e i 16 Länder per evitare l’attuale mosaico di regolamenti. Intervistato dall’emittente televisiva Ard, ha chiesto più test obbligatori, un’accelerazione sulla terza dose e possibilmente vaccinazioni obbligatorie per alcune professioni. Una mossa su cui Berlino tentenna ancora, con il rischio di scivolare in un altro inverno da incubo.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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