Covid, D'Amato: Tar Lazio non tiene conto del quadro pandemico

Bet
·1 minuto per la lettura

Roma, 16 nov. (askanews) - "I cittadini chiedono una cosa semplice: di poter parlare con il proprio medico di medicina generale e di avere, lì dove necessario, l'assistenza domiciliare. La sentenza del Tar del Lazio non tiene conto del mutato quadro della pandemia e del ruolo che devono avere anche i medici di medicina generale (MMG) nel rafforzare la rete territoriale di assistenza". Lo ha spiegato l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato. "E' un passo indietro rispetto al nuovo accordo nazionale sottoscritto dalle principali sigle dei medici di medicina generale e dal Ministro Speranza. Pensare di suddividere come fa il Tar l'assistenza domiciliare da COVID a non COVID destinando esclusivamente agli MMG solo quest'ultima, non solo non tiene conto di un quadro di cronicità e pluripatologie presenti soprattutto nelle fasce di popolazione più anziana, ma tecnicamente significa non garantire alcuna assistenza domiciliare. Pensare di gestire gli oltre 600 mila in isolamento domiciliare in Italia e gli oltre 60 mila nel Lazio solo con le Unità mobili USCA-R vorrebbe dire - sottolinea - avere a disposizione una platea di oltre 10 mila operatori, stante l'evoluzione della pandemia. Questo ovviamente non è né possibile e né praticabile. Ricorriamo in Consiglio di Stato affinché si possa sospendere la sentenza del Tar del Lazio, che rischia di bloccare l'assistenza domiciliare COVID creando un danno irreparabile in un momento in cui il servizio sanitario regionale sta combattendo una battaglia durissima per difendere Roma e il Lazio".