Covid, documento autovalutazione 2017: spunta il Comitato nazionale di coordinamento

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L'Italia nel 2017 comunicò all'unione Europea di aver aggiornato il piano pandemico nel 2009, assicurò che il Paese aveva una struttura adeguata per far fronte a un'eventuale emergenza sanitaria e assicurò la presenza di un Comitato di nazionale responsabile del coordinamento tra tutte le attività essenziali e lo Stato in caso di emergenza sanitaria.

Questo in sintesi quanto emerge dal documento di 18 pagine di autovalutazione visionato dall'Adnkronos, compilato e inviato all'Unione Europea dal ministero della Salute nel novembre 2017. Valutazioni che ogni tre anni i paesi membri devono mandare all'Unione europea per essere in linea con la decisione 1082 del 2013 sulle minacce transfrontaliere sanitarie. Ufficialmente l'ultimo piano pubblicato in Gazzetta è del 2006, ma nella prima parte del questionario si risponde che il nostro Paese ha implementato quanto previsto dalla regolamentazione sanitaria internazionale e di conseguenza è in grado di offrire strumenti adeguati in in caso di emergenza.

All'Unione è stato risposto in pratica che in caso di pericolo il nostro Paese avrebbe potuto contare su una struttura chiara di comando, su diversi settori coinvolti nelle attività di pianificazione preparazione e risposta sanitaria e che il paese aveva anche testato l'interoperabilita tra i diversi settori. Cioè, stando alla regolamentazione internazionale avere già stanziate risorse, laboratori, attrezzature in grado di bloccare un eventuale virus all'interno dei confini e avere un piano di comunicazione efficace sul rischio.

Ma non solo. Al punto 14.3.5 nella terza parte del questionario si assicura la presenza di un Comitato Nazionale responsabile del coordinamento di tutte le attività essenziali e lo Stato in caso di emergenza sanitaria. Piani di continuità operativa che permettono alle imprese e alle strutture governative di affrontare l'emergenza.