Covid: Draghi, 'giusto indebitarsi, ma solo se debito è buono e migliora paese'

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Roma, 1 lug. (Adnkronos) – "Oggi è giusto indebitarsi, ma questo non è sempre vero. Questo mi porta a una distinzione a cui avevo accennato qualche mese fa, tra quello che chiamo 'debito buono' quello che chiamo 'debito cattivo'. Ciò che rende il debito buono, o cattivo, è l’uso che si fa delle risorse impiegate". Lo dice il premier Mario Draghi, in un passaggio del suo intervento all'Accademia dei Lincei.

"Questa distinzione – rimarca il presidente del Consiglio – è particolarmente importante in una fase di transizione come quella attuale, in cui possono essere più marcate le differenze di produttività tra i progetti in cui è possibile investire. Il debito può rafforzarci, se ci permette di migliorare il benessere del nostro Paese, come è avvenuto durante la pandemia. Ci può rendere più fragili se, come troppo spesso è accaduto in passato, le risorse vengono sprecate. Il debito può unirci, se ci aiuta a raggiungere il nostro obiettivo di prosperità sostenibile, nel nostro Paese e in Europa. Ma il debito ci può anche dividere- mette in guardia Draghi – se solleva lo spettro dell’azzardo morale e dei trasferimenti di bilancio, come ha fatto dopo la crisi finanziaria".

Per il premier, "tra i modi di utilizzare il debito pubblico che lo qualificano come debito buono ci sono: il debito che serve a finanziare investimenti pubblici ben mirati; il debito che permette di assorbire gli shock esogeni come la difesa da una guerra o, appunto, una pandemia; il debito utilizzato per fare politica anticiclica".

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