Covid e crisi del turismo, Lazio pronto a vincere la sfida della ripartenza

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·7 minuto per la lettura

Dopo un'altra Pasqua in zona rossa senza turisti e gite fuori porta, si guarda avanti e si punta ripartire. Gli effetti collaterali della pandemia sul turismo del Lazio sono stati devastanti. Alcune stime rendono chiara la situazione di crisi di uno dei settori trainanti l'economia del Paese. A livello regionale si registra "una riduzione delle spese turistiche dei 2/3, una diminuzione delle prenotazioni negli hotel del 77%, un calo di fatturato per le agenzie di viaggio pari al 60%, con un’agenzia su cinque costretta alla chiusura”, sottolinea all’Adnkronos Marietta Tidei (Gruppo Misto-Iv), presidente della XI Commissione Sviluppo economico e componente della V Commissione Cultura e Turismo del Consiglio regionale del Lazio.

Anche il report dell'Istat 'Viaggi e Vacanze' (relativo al 2020) conferma che è il Lazio a pagare il prezzo più alto del calo dei viaggi: "la regione arretra per tutti i tipi di viaggio, comprese le vacanze brevi, delle quali era una delle destinazioni preferite". In particolare, il Lazio, si legge nel report, "è tra le aree che risentono di più della forte contrazione delle visite alle città e delle vacanze culturali, tradizionalmente molto frequenti nella regione".

"Io sono di Civitavecchia, e l’immagine delle grandi navi da crociera ferme in porto rende bene l'idea di un settore gravemente ferito”, commenta Tidei. E’ il momento quindi di rimboccarsi le maniche, individuare punti di forza e mettere a punto strategie perché il Lazio torni ad essere la regione tra le più visitate d'Italia. Accanto "ai necessari provvedimenti emergenziali", sostiene la consigliera regionale, servono "interventi strutturali, che rendano il turismo più competitivo una volta superata la pandemia". E la Regione sta facendo la sua parte su entrambi i fronti.

“Il Lazio si è attivato prontamente, destinando 20 milioni di euro a fondo perduto al settore turistico già nel maggio 2020, mentre a gennaio scorso – ricorda Tidei - è stato pubblicato un bando da 14 milioni di euro rivolto alle partite iva, comprendente anche gli operatori turistici. Scadranno i termini il prossimo 12 aprile invece, per accedere ai 4,5 milioni di euro destinati alla promozione di nuovi itinerari e nuove idee di viaggio, mentre un ulteriore bando da 1 milione di euro, con scadenza al 22 maggio 2021, è rivolto a soggetti privati operanti tra gli altri nel settore turistico, culturale, sportivo, enogastronomico e della promozione web. E’ notizia di questi giorni infine di un investimento a fondo perduto di 30 milioni di euro per le partite iva e le imprese individuali degli ambiti più esposti alla crisi, tra cui quelle operanti nel turismo. Uno sforzo complessivamente importante per le casse regionali, ma siamo ben consapevoli che nessun ristoro potrà far recuperare agli operatori le stagioni perse”.

Non solo. In Commissione Cultura e Turismo alla Pisana “è avviata la discussione sulla proposta di legge regionale sul turismo: una riforma complessiva dell’intero settore, che punta a fare del turismo un vettore strategico di sviluppo - evidenzia Tidei - Una nuova governance, con l’abolizione dell’Agenzia Regionale, a vantaggio di una specifica Direzione Regionale, per semplificare e sburocratizzare i processi. Fare rete, digitalizzare il sistema, diversificare l’offerta, combattere l’abusivismo e l’illegalità, potenziare la ricettività, i servizi e la promozione territoriale, investire sulla cultura dell’accoglienza, sono le direttrici lungo cui si muove lo spirito della riforma”.

A tal proposito, interviene anche Francesca De Vito, consigliera del Movimento 5 stelle alla Regione Lazio e componente della Commissione Cultura e Turismo alla Pisana, spiegando che "con la proposta di legge di riforma del sistema turistico siamo nella fase che riguarda le audizioni delle associazioni di categoria e di tutti coloro che gravitano intorno al settore. Un passaggio importante affinché ciò che andiamo a definire sia in linea con le necessità tanto dei territori quanto di chi ha nel turismo la sua fonte di sostentamento. Indubbiamente è il comparto più colpito dalla crisi conseguenza dell’emergenza pandemica".

"Da parte mia - afferma De Vito all'Adnkronos -, più volte mi sono espressa a riguardo anche nei confronti delle agenzie di viaggio, veicolo fondamentale per il turismo ingoing. Ma è necessario ripensare a progetti che possano portare sviluppo con modalità fino ad oggi meno utilizzate. Penso ad esempio anche alle reti d’impresa o ai 'Distretti', intesi come forme di aggregazione che inducono ad azioni sinergiche che avrebbero un maggior impatto sullo sviluppo e sulla loro valorizzazione. Il turismo è un comparto fermo da oltre un anno ed il lavoro che abbiamo portato avanti in commissione non può più tenere conto dei parametri considerati all’inizio dei lavori. Per questo le modifiche al testo unico del turismo dovranno contemplare nuovi aspetti e nuove necessità".

De Vito è la prima firmataria della legge, approvata lo scorso luglio dal Consiglio regionale del Lazio, per la valorizzazione dei piccoli comuni, che custodiscono tesori e tradizioni del nostro Paese. Giocano sicuramente un ruolo importante nello sviluppo del turismo. "Il passaggio principale - ricorda la consigliera regionale - deve essere la definizione del piano triennale previsto dalla legge che ad oggi risulta mancante. Doveva essere già presentato da febbraio, speriamo che sia questione di poco. Il piano sarebbe fondamentale per poter erogare ai piccoli comuni fondi già stanziati con l’ultima legge di bilancio che avrebbero potuto mettere in moto diverse azioni mirate tanto allo sviluppo economico quanto al turismo, due aspetti a mio avviso inscindibili". Negli ultimi mesi, aggiunge De Vito, "ci sono stati vari bandi destinati a questi territori senza però una visione d’insieme sulle reali necessità preceduta da una pianificazione e programmazione che tenesse conto dei loro reali bisogni. Andrebbe modificata la modalità di azione anche con una analisi dettagliata della 'spesa storica'". Il turismo nel Lazio, secondo De Vito, "non può prescindere da queste piccole realtà che, peraltro, rappresentano oltre il 60% del totale dei comuni della regione. Piccole perle che custodiscono secoli di storia e di tradizioni che non possiamo assolutamente disperdere, un patrimonio che ha un valore inestimabile e deve essere tutelato".

Tradizioni anche enogastronomiche. Un altro aspetto da tenere in considerazione nel rilancio del turismo regionale. La consigliera regionale Laura Corrotti (Lega), anche lei componete della commissione Cultura e Turismo alla Pisana, è prima firmataria di due emendamenti approvati nella legge di stabilità regionale 2021 in tal senso. Uno di questi, in particolare, prevede fondi per la valorizzazione del patrimonio enogastronomico delle cinque province del Lazio. "Ad ogni approvazione di bilancio o anche nel piano turistico regionale, ho sempre avanzato proposte nella direzione di voler stanziare fondi per la promozione di tutto il nostro patrimonio enogastronomico, valorizzando tutta la sua filiera", dichiara all'Adnkronos Laura Corrotti. "Esistono molti tipi di turismo e il mio impegno, sia in Aula che in commissione, rimane sempre quello di divulgare e promuovere al meglio il nostro territorio", spiega la consigliera. Che aggiunge: "Sono dell’idea che la nostra Regione vanta un patrimonio enogastronomico di primissimo livello, talvolta però sconosciuto all’Italia e al mondo. L’impegno quindi nel Lazio deve essere quello di divulgare prima di tutto ciò che noi già abbiamo ed essere attrazione turistica, sotto ogni suo aspetto".

Intanto, prosegue il dibattito sul passaporto vaccinale, o meglio il 'Green Pass' europeo. Dovrebbe essere pronto per l'estate. Una via per ricominciare a viaggiare e partecipare a eventi pubblici. "Ogni iniziativa per rilanciare il turismo è ben accetta ma inserire il passaporto vaccinale andrebbe, in un certo senso, anche contro il principio di libertà - commenta Corrotti - Allo stesso tempo mi auguro che la campagna vaccinale entri il prima possibile nel vivo e che coinvolga soprattutto anziani, fragili e disabili".

Dal canto suo, Tidei dice che “per programmare una vacanza, una gita o una semplice giornata di svago, c’è bisogno di fiducia nel futuro e sicurezza del presente. Oggi mancano queste precondizioni nell’animo delle persone, provate da oltre un anno di sacrifici. Se il passaporto vaccinale può rappresentare uno strumento capace di dare sicurezza e fiducia, penso sia utile. Occorre ricostruire la speranza nella mente delle persone, il turismo questo rappresenta, l’offerta di un’emozione che prima del corpo, trasporta la mente ed il cuore. Per ricostruire tutto questo la chiave sta nelle professionalità e competenza degli operatori, unita alla bellezza della nostra terra, dal mare alla montagna, da Roma ai piccoli borghi. Se ripartiamo da questo vinceremo la sfida”.