Covid e Italia: il 2022 per Bassetti, Galli, Crisanti e Pregliasco

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Matteo Bassetti per il 2022 ipotizza il 95% di italiani protetti dal covid a primavera. Massimo Galli auspica un vaccino 'universale' più efficace. Andrea Crisanti solleva dubbi sulla strategia anti coronavirus. Fabrizio Pregliasco vede ancora la mascherina protagonista. Inizia il nuovo anno e il covid, complice la variante Omicron, è ancora protagonista, in Italia e non solo. 

Tra previsioni e auspici, gli esperti che hanno accompagnato l'Italia nei primi 2 anni di pandemia si pronunciano ora sul 2022 tra speranze, scenari, critiche, suggerimenti. 

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BASSETTI - "Per la primavera 2022 avremo il 95% della popolazione protetta" da Covid-19, "o per via diretta perché le persone hanno fatto la malattia o indirettamente perché coperte dal vaccino. In entrambi i casi ci sarà una protezione contro la malattia grave e quindi avremo depotenziato il virus", dice all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive all'ospedale Policlinico San Martino di Genova. Secondo l'esperto, non elimineremo completamente il virus "perché continueremo a conviverci. Ma un conto è affrontare un'influenza, altro è una polmonite severa come accadeva in passato". 

"I numeri sono cambiati", osserva Bassetti che per il 2022 si dice "ottimista. Suggerisco a tutti di guardare questi numeri in forte salita con un atteggiamento riflessivo, perché i ricoveri e le malattie gravi sono nettamente inferiori rispetto alle ondate precedenti. Stiamo navigando verso l'uscita dall'emergenza", prevede il medico. 

GALLI - "Il 2022 mi auguro sia l'anno in cui riusciremo a chiudere i conti con il virus pandemico. Sarebbe molto importante, ad esempio, riuscire a disporre, in tempi ragionevolmente brevi, di un vaccino in grado di essere più efficace nei confronti di questa ultima variante circolante, l'Omicron. E sarebbe fondamentale riuscire ad estendere la vaccinazione davvero ai Paesi poveri del mondo, dove questo virus continua ad avere la possibilità di mutare", dice Massimo Galli, già direttore di Malattie infettive all'ospedale Sacco di Milano. 

" Due anni di pandemia saranno ricordati nella storia. Sono stati molto particolari e decisamente pesanti". A fare la differenza sarebbe la vaccinazione estesa al mondo intero, "ma visto che questa cosa non è tanto semplice, temo che si dovrà ricorrere Sars-CoV-2 nelle su varianti a mano a mano che si presenteranno. Teniamo conto che questo virus ha messo in campo le varianti maggiori, in grado di sbaragliare il campo, nell'arco di meno di 12 mesi: Alfa, Delta e Omicron". 

CRISANTI - "Per il 2022 non faccio previsioni. La fine della pandemia? Magari. Ma il problema sono le scelte che facciamo. Se andiamo avanti così, siamo nelle mani del processo di evoluzione del virus", dice il virologo Andrea Crisanti. Guardando allo scenario che si prospetta per il 2022, alle ultime misure del 2021 e alla variante Omicron di Sar-CoV-2 che corre sempre più veloce facendo impennare i contagi, Crisanti ironicamente alla magnanimità del virus per il nuovo anno, spiega all'Adnkronos Salute. 

Il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell'università di Padova ieri aveva definito "non supportate dai dati" le nuove regole sulla quarantena dei contatti stretti di positivi (eliminata per i vaccinati da meno di 4 mesi o con richiamo fatto, a patto che si autosorveglino e indossino la mascherina Ffp2). Una "rinuncia al tracciamento", per Crisanti. L'esperto aveva anche identificato come "peccato originale" il "non pensare in anticipo", come è successo con le "terze dosi", che a suo avviso sarebbero dovute "partire già a giugno" e avrebbero potuto "mitigare la situazione attuale". 

"Ecco perché dico che dobbiamo sperare che il virus ci grazi - conclude - e che non diventi ancora più virulento e resistente". 

PREGLIASCO - "Immagino un 2022 ancora 'in mascherina', con la necessità cioè di continuare a rispettare il nuovo 'galateo' anti-Covid, ma con la possibilità di una convivenza migliore col virus", dice il virologo Fabrizio Pregliasco, docente all'università Statale di Milano. "Spero anche nell'efficacia e nella disponibilità di farmaci antivirali che serviranno in modo complementare ai vaccini" a contrastare Sars-CoV-2, dice all'Adnkronos Salute. 

L'auspicio del medico per il nuovo anno "non può che riguardare quella che è la mia passione, lo studio dell'influenza - spiega - Di fatto, già con gli interventi messi in atto contro Covid-19 abbiamo compreso la necessità di una maggiore responsabilizzazione verso le malattie respiratorie. Un tempo guardavamo strano gli orientali che venivano da noi indossando le mascherine, ora ci viene chiesto di fare lo stesso" e anche per il futuro saremo chiamati a coesistere con il nuovo nemico invisibile. 

Del resto "una volta con l'influenza andavamo a lavorare lo stesso", precisa Pregliasco. "Ecco - conclude - per il 2022 confido in una nuova attenzione verso le malattie respiratorie per il peso che hanno: magari un rischio specifico basso, ma un effetto rilevante per la sanità pubblica". 

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