Covid e sci, l''Alberto Tomba' della Chiesa: "Soffro anch'io"

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Covid e sci: la proroga della chiusura di piste e impianti pesa anche a chi ha fatto di pazienza e obbedienza il proprio stile di vita. Don Claudio Paganini, tra gli organizzatori della kermesse sciistica per sacerdoti 'Il Signore scia con voi' e bravo sciatore, in questi giorni sarebbe dovuto essere sulle piste innevate. "Anche io sono in sofferenza - dice all'Adnkronos 'l'Alberto Tomba' della Chiesa - Lo sci, non è solo guadagno, è benessere, contatto con il Creato. Stiamo punendo oltre misura il vivere sociale".

Don Claudio riflette: "Da un lato il virus non è colpa del governo, il Covid c'è per tutti. Ma è importante riflettere su come combatterlo perché resti il benessere sociale. In Lombardia oggi c’è un sole meraviglioso e mi dico: 'Ma perché non sono a sciare?' Anche io sono in sofferenza. Non potere stare in mezzo alla natura con Dio e il creato. Lo sci non è solo guadagno è puro benessere, fisico e spirituale".

Il prete sciatore si mette anche dalla parte di chi deve gestire la situazione tra mille polemiche: "Mi chiedo: se fossi io al governo che potrei fare? L'unica soluzione è che tutti si vaccinino. Si può anche chiudere tutto un mese ma poi devono tutti essere vaccinati. Così invece stiamo allungando l'agonia, stiamo utilizzando una guerra contro chi ha la bomba atomica e andiamo con acqua e frecce. Il problema non è rinunciare a qualcosa ma avere una rinuncia finalizzata al bene. Se chiudiamo perché così rimaniamo sotto la soglia dei contagi non basta, dobbiamo vaccinare in massa. Qui c'è grande incapacità a programmare le cose a lunga scadenza".

Don Paganini avrebbe una soluzione: "Preferirei un colpo di testa che dica: togliamo il brevetto al vaccino, facciamo i dittatori come l'Europa ma produciamolo noi in casa, tutto il resto è agonia. E sofferenza, quella che provo anche io perché chi ama lo sci sa che non è solo attività commerciale; apre il cuore all'infinito, come dire fa riconciliare col mondo. Aspetto tempi migliori".