Covid e vaccinati positivi, cosa dicono gli esperti

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Positivi al Coronavirus dopo aver ricevuto la seconda dose di vaccino. E' normale? C'è da preoccuparsi? Da Maria Rita Gismondo a Matteo Bassetti, ecco cosa ne pensano gli esperti.

Maria Rita Gismondo

"Le positività a Covid-19 che si stanno riscontrando in alcuni vaccinati erano prevedibili e preannunciate. Non è mai stato dichiarato, né dagli enti regolatori quali l'Agenzia europea del farmaco Ema o l'Agenzia italiana nel farmaco Aifa, né dai vari esperti, che il vaccino proteggesse dall'infezione: il vaccino protegge dalla gravità della malattia, dall'andamento patologico dell'infezione, ma non dalla possibilità che il virus possa infettare". Lo chiarisce all'Adnkronos Salute Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano. "Si presume - aggiunge l'esperta - che l'infezione che potrebbe verificarsi nei vaccinati produca una carica virale bassa e che quindi sia probabilmente poco infettante, anche se non ci sono le prove. Tant'è vero che più volte abbiamo raccomandato di mantenere le misure anti-contagio" come mascherine e distanziamento, "perché, soprattutto nei confronti di pazienti anziani o fragili, potremmo diventare vettori di infezione anche se vaccinati". "Tutti questi - precisa comunque Gismondo - sono studi in itinere".

Matteo Bassetti

"Il fatto di non avere una seria campagna di comunicazione sui vaccini ha avuto come effetto proprio questo: non sapere bene i rischi e i benefici dei vaccini o come si gestiscono. Quindi le notizie sulla positività di chi è già stato vaccinato fanno il gioco di chi è contrario o ha dubbi. Noi abbiamo detto che tutti i vaccini approvati e in uso (Moderna, Pfizer, AstraZeneca) hanno evidentemente un'efficacia che arriva al 94%. Questa si stabilisce sulla malattia sintomatica ed evidentemente sul fatto che uno possa essere positivo al tampone, quindi c'è un piccola percentuale di soggetti che possono risultare positivi al test. Ma non dobbiamo allarmarci". Lo spiega all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria. "Non dobbiamo andare a guardare chi è vaccinato e poi si infetta di nuovo, ma quanti di quelli immunizzati finiscono in rianimazione e muoiono - precisa Bassetti - perché è questo l'obiettivo dell'immunizzazione e non il fatto che il virus non circoli. Dobbiamo ridurre accessi in ospedale e ricoveri. Non tutti siamo uguali c'è chi risponde meglio e peggio al vaccino, poi servirebbe sapere il tempo passato tra prima e seconda dose. Spero - conclude - che la farmacovigilanza messa in piedi per il vaccino Covid ci aggiorni sui questi eventi, ci dica quanti sono così da capire il fenomeno".

Massimo Andreoni

I casi di persone vaccinate con due dosi, ma risultate positive a Covid-19, "è un fenomeno da tenere sotto controllo", spiega all'Adnkronos Salute Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma, facendo il punto sulla situazione dopo alcuni casi emersi in questi giorni. "Il fatto che una persona immunizzata possa essere colonizzata dal virus non sorprende - precisa Andreoni - perché il vaccino impedisce la replicazione del virus, ma non che il soggetto venga infettato. E questo accade non solo con i vaccini anti-Covid, ma anche con gli altri vaccini che impediscono ai virus di replicarsi. Per il Covid dobbiamo dimostrare lo stesso comportamento - osserva l'esperto - e capire cosa accade nei casi di infezione dopo due dosi di vaccino. Per questo chi è stato immunizzato deve assolutamente mantenere tutte le precauzioni che già conosciamo: dalla mascherina al distanziamento", raccomanda lo specialista.

Mauro Minelli

"Il vaccino non è una cortina impenetrabile per il virus, non è uno schermo né il mantello magico di Harry Potter al di sotto del quale si diventa invisibili al Sars- Cov-2. Voglio dire che, ad oggi, non ci sono evidenze che i vaccinati non si possano mai più infettare, magari senza avere sintomi di alcun genere, e quindi contagiare altre persone". Lo sottolinea all'Adnkronos Salute l'immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud della Fondazione italiana di medicina personalizzata, chiarendo sui casi di infezione anche dopo due dosi di vaccino anti-Covid. "Il vaccino, lo abbiamo sempre saputo e non solo per il siero anti-Covid, fa sì che, una volta entrato nell’organismo che ha provveduto ad infettare, il vero Sars-Cov-2 trovi pronti gli anticorpi che, impedendogli di riprodursi, lo bloccano facendo in modo che la persona non si ammali - osserva l'immunologo -. Conseguentemente il concetto va esteso anche alle misure di prevenzione, ai dispositivi di protezione che andranno usati da chi si è vaccinato non tanto per proteggere se stessi, ma soprattutto per proteggere gli altri". "Il vaccino non è l'attestato del 'liberi tutti'. Solo col tempo, la campagna vaccinale condotta su grandi numeri e la presa d’atto dell’andamento dell’epidemia nelle comunità di vaccinati, potranno dare certezze circa il reale effetto protettivo dei vaccini non solo verso chi li ha ricevuti ma anche verso terzi non protetti da adeguata vaccinoprofilassi", conclude Minelli.