Covid e varianti, come reagisce chi è già stato contagiato: lo studio italiano

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Il contagio da Covid-19 non tende ad arrestarsi e, con la scoperta di nuove variazioni dei virus, tutto il mondo resta in apprensione. Dopo la scoperta di quella inglese, che ha portato i governi di diversi paesi a chiudere le frontiere con la Gran Bretagna, negli ultimi giorni desta preoccupazione anche quella brasiliana.

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Con i vaccini già distribuiti e somministrati a milioni di persone, a preoccupare è la reazione negativa che questi stessi potrebbero avere nei confronti di un virus mutato. Il pericolo potrebbe essere quello di una mancata efficacia del siero, ma i dati non presentano ancora uno scenario che possa far suonare il campanello d’allarme.

Ciò che invece è stato scoperto è quanto accade nei pazienti che già hanno contratto in precedenza il virus. A spiegare la reazione dei guariti alle varianti ci ha pensato il professore Pierluigi Lopalco, epidemiologo e assessore alla Sanità della Regione Puglia, che intervistato da Il Mattino ha dato una panoramica sulla questione.

“Chi si è immunizzato con la vecchia variante non si sta ammalando con la nuova, questo suggerisce che l’efficacia dei vaccini disegnati sulla vecchia variante vale anche per quella inglese“ le parole di Lopalco. L’epidemiologo, che ha analizzato i risultati di uno studio condotto su un cluster isolato della variante inglese, ha aggiunto: “Di varianti ne arriveranno in continuazione, per questo bisogna ribadire un concetto di fondo: bisogna prevenire l’infezione a prescindere”.

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