Covid, Ecdc: nessuna fretta per il terzo richiamo del vaccino per chi è pienamente vaccinato

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Ecdc, per la terza dose non c'è fretta per la popolazione
Ecdc, per la terza dose non c'è fretta per la popolazione

Il Centro europeo per la prevenzione delle malattie e Controllo, ossia l’Ecdc, ha comunicato in un rapporto tecnico pubblicato oggi, 1 settembre 2021, una notizia sulla terza dose di vaccino anti covid, secondo cui “sulla base delle evidenze attuali, non è urgente la somministrazione di dosi di richiamo a individui completamente vaccinati nella popolazione generale”.

Terza dose, Ecdc: “Non urgente per popolazione generale”

L’Ecdc prosegue dicendo con una raccomandazione:

“Dovrebbero già essere prese in considerazione dosi aggiuntive per le persone con un sistema immunitario gravemente indebolito, come parte della loro vaccinazione primaria, se non raggiungono un livello adeguato di protezione con la vaccinazione primaria standard”.

Stando a quanto dice l’Ecdc, è necessario distinguere per le dosi di richiamo tra le persone con un sistema immunitario normale e quelle, invece, con un sistema immunitario indebolito. I ricercatori, infatti, ricordano che:

“Alcuni studi riportano che una dose ulteriore di vaccino può migliorare la risposta immunitaria nelle persone immunocompromesse, come i trapiantati d’organo le cui risposte iniziali alla vaccinazione erano basse. In questi casi, la possibilità di somministrare una dose aggiuntiva di vaccino dovrebbe già essere presa in considerazione”.

Terza dose, Ecdc: “Necessario monitoraggio dei dati sull’efficacia del vaccino”

Tuttavia, si potrebbe pure prendere in considerazione la possibilità di fornire un ulteriore dose, in forma potremo dire precauzionale, ad esempio agli anziani più fragili che magari vivono in ambienti chiusi.

In una nota comunque si legge che l’Ecdc e l’Agenzia europea del farmaco Ema sono intenzionate a lavorare ancora fianco a fianco con l’obiettivo di raccogliere e valutare quanti più dati possibili.

Inoltre l’Ecdc in maniera diretta suggerisce che:

“Gli Stati membri dell’Ue devono prepararsi a possibili adattamenti dei loro programmi di vaccinazione anti-Covid, qualora si notasse una diminuzione sostanziale dell’efficacia del vaccino in uno o più gruppi di popolazione. L’invito è ad uno stretto monitoraggio dei dati sull’efficacia del vaccino e delle cosiddette “infezioni breakthrough” che colpiscono gli immunizzati, in particolare tra i gruppi vulnerabili a rischio di Covid-19 grave e tra coloro che vivono in ambienti chiusi”.

Terza dose, l’invito dell’ Ecdc

Infine si legge anche una precisazione importante:

“Consigliare l’approccio da adottare concretamente rimane prerogativa dei gruppi consultivi tecnici nazionali sull’immunizzazione (Nitag), che guidano le campagne di vaccinazione nei vari stati membri dell’Unione europea. Questi organismi sono infatti nella posizione migliore per tenere conto delle condizioni locali, compresa la diffusione del virus e delle sue varianti preoccupanti, la disponibilità di vaccini e le capacità dei sistemi sanitari nazionali”.

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