Covid, esperto Israele: effetti collaterali vaccino non spaventino

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 15 mar. (askanews) - Il fatto che i vaccini contro il Covid-19 di AstraZeneca, Pfizer e Moderna abbiano degli effetti collaterali "non ci deve spaventare". E' quanto spiegato da Arnon Shahar, responsabile della task force anti-Covid del Maccabi Healthcare Services, una della più grandi istituzioni sanitarie di Israele, durante il suo intervento al webinar dal titolo "Vaccini: il 'Modello Israele' contro l'emergenza Covid", organizzato dal gruppo interparlamentare di amicizia Italia-Israele.

"Quando si vaccina tutta la popolazione, non ci si può attendere che qualcuno non abbia effetti collaterali", ha spiegato. "Ma non ci dobbiamo far spaventare da questo", secondo Shahar, che ha insistito sull'importanza di "continuare a basarci solo sui numeri, capire che è la scienza che sta parlando e avere fiducia sulla scienza che ci ha portato Pfizer, che ci ha portato Moderna".

Illustrando le ragioni del successo della campagna vaccinale in Israele, l'esperto ha spiegato che si è "partiti molto presto". "Non abbiamo aspettato l'Ema, siamo partiti il 20 di dicembre", ha insistito, ricordando l'importanza di "centralizzare tutte le informazioni presso il ministero della Sanità", nonché la scelta di Israele di non imporre alcuna "forzatura" sui cittadini. "Ma riusciamo a vaccinare anche più degli americani", ha detto. "Non penso sia una cosa culturale, è la propaganda positiva, è il cittadino che crede al proprio medico, al sistema sanitario che sta facendo il massimo". Non è che tutto vada bene, "abbiamo antivax anche qui, movimenti assurdi anche qui, ma ci basiamo sui numeri".

A vaccinare, in Israele, "sono maggiormente gli infermieri", mentre non sono stati coinvolti i farmacisti. Ma Shahar ritiene che il loro interessamento in Italia sarebbe una scelta "giusta". "Il piano vaccinale non durerà uno o due mesi, sarà lungo", ha insistito, spiegando anche le ragioni per cui non sarebbe il caso di utilizzare i medici di famiglia. "Non riesco a immaginare un medico di famiglia che vaccini dieci persone all'ora, per quattro, cinque o sei ore, e riesca anche a fare il suo lavoro da medico. Questo non è un lavoro da medico, ma da infermieri", ha detto.