Covid, ex dg Aifa Pani: "Con Draghi cambio di passo"

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"Ho l’impressione, ma il mio potrebbe essere un ottimismo emotivo, che il nuovo Governo italiano abbia capito che ci vuole un cambio di passo nei fatti". Lo dice all'Adnkronos Luca Pani, Ordinario di Farmacologia dell'Università di Modena e Reggio Emilia e già Direttore Generale dell'Aifa tra il 2011 e il 2016.

"Mi pare che nello stile e nella storia del Primo Ministro - sottolinea Pani - non ci sia la tendenza a cercare responsabilità precedenti e colpe di qualcun altro ma rimboccarsi le maniche e agire. Questo atteggiamento è molto positivo perché si concentra sul presente e non disperde energie inutilmente. Non posso consigliare a un economista di dare il giusto valore alla 'catena sanitaria' del Paese ma lo invito a considerare il Ministero della Salute come quello con maggiori ricadute economiche e finanziarie, anche non immediatamente apparenti".

"Tutti i virus mutano, fa parte della loro evoluzione. Più in fretta vacciniamo meno mutazioni emergono, guardate cosa è successo in alcune zone del Brasile: senza misure di contenimento e senza vaccini è emersa una mutazione particolarmente aggressiva. Rispetto alle varianti attuali i vaccini che abbiamo a disposizione oggi vanno dal 25% al 60% contro quella Sud Africana rispetto al 95% del ceppo originale. La buona notizia è che sono stati descritti oltre 300 vaccini in varie fasi di sviluppo e che le tecnologie attuali consentono di adattarli alle mutazioni", aggiunge.

"Il problema della vaccinazione di massa è logistico, dall’approvvigionamento alla somministrazione, passando per la catena di distribuzione. Questo lo sanno tutti. Ci vuole un’organizzazione militare, senza fronzoli e senza annunci perché la popolazione, magari quella ancora distratta, deve capire che questa è una guerra che non è ancora finita", afferma ancora.

In questo contesto, aggiunge Pani, "solo se i dati lo dimostrano, si possono considerare strategie diverse di somministrazione ma valutando bene il rapporto rischio beneficio senza improvvisare niente. Non ce lo possiamo permettere".

Quanto invece alla sospensione dei brevetti, "voglio essere chiaro ancora una volta, è un falso problema. Ovviamente i brevetti possono essere sospesi, abbiamo ancora da vaccinare 6 miliardi di persone quindi il tema non è il guadagno che anche a pochi euro per dose sarebbe straordinario, il tema è la produzione industriale e bene ha fatto il ministro Giorgetti a pensare a una soluzione in questo senso".