Covid, Facebook oscura gruppo 100mila medici italiani

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Discussioni scientifiche tra medici, a porte chiuse, su studi pubblicati, scambiate dall'algoritmo di Facebook per 'false informazioni sul Covid', con il conseguente oscuramento della pagina dedicata ai soli camici bianchi - 'Coronavirus, Sars-Cov-2 e Covid -19', conosciuta come 'gruppo dei 100 mila medici' - che nell'emergenza ha rappresentato un importante punto di riferimento, sia per lo scambio di dati scientifici che di 'emozioni' legate alla pandemia, oltre che per battaglie sanitarie come quella a sostegno delle mascherine a scuola. Per Facebook però la pagina 'viola i nostri standard in materia di disinformazione che potrebbe causare violenza fisica. Incoraggiamo la libertà di espressione ma non consentiamo la diffusione di informazioni false relative al Covid-19 che possano provocare danni fisici", si legge sull'avviso di disabilitazione di 4 giorni fa.

"E' paradossale - spiega all'Adnkronos Salute Paolo Mezzana, uno dei moderatori del gruppo - che su Facebook possano essere presenti i 'no pass' e non medici che discutono di dati scientifici, frutto di ricerca, tra di loro. Gli approfondimenti su argomenti che debbono essere valutati vengono considerati alla stregua delle 'parole in libertà' dei leoni da tastiera. Così si va incontro ad una forma di 'censura automatica', l'algoritmo deve essere perfezionato altrimenti diventa dannoso. Come in questo caso. Ricordo che la pagina oscurata, a cui partecipano colleghi notissimi - cito solo Roberto Burioni e Massimo Clementi - è stata importantissima in questi difficili mesi per confrontarsi e mettere insieme tutte le informazioni scientifiche possibili per combattere un virus di cui non conoscevamo quasi nulla. I post e gli approfondimenti rappresentavano un archivio di grande importanza per tutti noi".

La pagina, inoltre, "ha rappresentato anche uno spazio importante dal punto di vista umano, perché sono stati espressi e condivisi gli stati d'animo che ci hanno accompagnato e 'formato' in questa grave emergenza", spiega Mezzana ricordando il libro nato dall'esperienza del gruppo, "Emozioni virali. Le voci dei medici dalla pandemia", edito da 'Il pensiero scientifico' e che ha avuto molto riscontro.

"Quello che dispiace di più è che Facebook non risponde alle nostre proteste. Ci bloccano senza possibilità d'appello", conclude Mezzana che teme un simile destino anche per altri gruppi di medici.

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