Covid, Facebook rimuove una rete No vax in Italia

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(Photo Illustration by Rafael Henrique/SOPA Images/LightRocket via Getty Images)
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Si chiamavano V_V e sui social molestavano giornalisti, politici e medici favorevoli ai vaccini. A scoprire la rete di no-vax, costituita da un numero di account altissimo su Facebook, sono state le Procure di Genova e Torino. La società Meta li ha rimossi dal social network.
Gli account collegati tra loro erano tra i mille e i duemila, tutti creati tra la Francia e l'Italia. Secondo Facebook mettevano in atto una vera e propria "azione di squadrismo": medici, politici e giornalisti venivano molestati con migliaia di commenti affiancati da svastiche e accusati di essere "sostenitori dei nazisti" per aver promosso i vaccini anti-Covid.

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L'inchiesta delle Procure di Torino e Genova nei giorni scorsi è sfociata in una serie di perquisizioni. Nathaniel Gleicher e David Agranovich, responsabili delle divisioni sicurezza e minacce di Meta, hanno dichiarato: "Le persone dietro questa attività hanno fatto affidamento su una combinazione di account autentici, duplicati e falsi per commentare in massa i post di pagine, realtà editoriali e singoli individui per intimidirli e metterli a tacere". "I nostri sistemi automatici e di revisione", hanno spiegato, "hanno preso provvedimenti contro i loro commenti e account, per varie violazioni dei nostri standard della community tra cui discorsi di odio, disinformazione, incitamento alla violenza, bullismo e molestie". In particolare la rete rimossa in Italia faceva attività di "brigading", squadrismo, coordinandosi "per commentare in massa, postare massa per molestare o mettere a tacere altre persone".

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La rete "V_V" non si limitava all'uso di Facebook, ma utilizzava anche YouTube, Twitter e VKontakte. Tuttavia, la piattaforma usata maggiormente per coordinare gli attacchi era Telegram. I vari account si riversavano sempre in massa sui post del loro bersaglio per lasciare decine, in alcuni casi decine di migliaia, di commenti. Nel tentativo di aggirare i controlli sui contenuti, commentavano e non postavano, alterando le parole o utilizzando un linguaggio in codice. E molti degli account gestiti da ogni operatore avevano lo stesso numero identificativo nella loro bio, probabilmente per tener traccia facilmente di chi stava gestendo le attività all'interno della rete.

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