Lockdown, Gallera: "Vediamo se è evitabile"

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"Abbiamo provato a convivere in qualche modo con la diffusione del virus nei mesi scorsi. Tutto questo non è servito. C'è una crescita indubbia dei ricoverati e una crescita costante, non esponenziale, delle terapie intensive. Tutto questo preoccupa, ma vediamo se le misure messe in campo e, secondo me un atteggiamento molto più responsabile oggi dei cittadini, producono qualche effetto positivo ed evitano il lockdown". Sono le parole dell'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, intervenuto a 'L'Aria che tira' su La7.

"Sono momenti difficili - osserva l'assessore - Anche gli scienziati dicono che l'unico modo con cui si combatte il virus è il distanziamento sociale. Finché non c'è il vaccino, altri strumenti non paiono esserci. E sta accadendo in tutta Europa, non solo in Italia: misure rigide", è la linea seguita anche in altri Paesi. La Regione Lombardia, ricorda Gallera, "ha assunto prima del Governo delle misure rigide. Giovedì abbiamo introdotto il coprifuoco alle 23 e il Governo è intervenuto domenica. Vediamo se da qui ai prossimi giorni, fino a lunedì-martedì, queste misure che avevano l'obiettivo anche di indurre comportamenti diversi e più rispettosi, più rigidi sul distanziamento e sull'evitare cose inutili e attività di socialità da ridimensionare fortemente, riescono a produrre un risultato positivo".

Probabilmente, ragiona l'assessore, "alcune cose potevano essere tenute aperte, penso a piscine e palestre. Ci sono alcuni settori che in qualche modo vanno aiutati, in maniera strutturale e non episodica".

""Quello che c'è - ha aggiunto l'asseore - è la prostrazione psicologica di tutti, soprattutto degli operatori. E' chiaro che sentirsi rituffare dentro quel mondo di fatica, paura e sofferenza" che si è vissuto nella prima ondata di Covid-19, "psicologicamente è un problema per tutti". Ma in Lombardia al momento la situazione è che "le capacità per assorbire i pazienti ci sono".

L'assessore commenta alcune mail interne di ospedali milanesi che sarebbero filtrate e descriverebbero una situazione di personale allo stremo e di impossibilità di garantire adeguate cure e assistenza ai pazienti. "Non mi risulta, non è così", dice Gallera che parla invece di "prostrazione psicologica".

La situazione oggi, illustra, "è che noi stiamo aprendo circa 4mila posti Covid e nel momento di marzo ne abbiamo aperti 12mila. Le terapie intensive oggi sono meno di 300 e noi siamo arrivati ad averne 1.800. E adesso abbiamo anche la Fiera. Le capacità per assorbire i pazienti ci sono. I posti letto per ricoveri non di terapia intensiva, ripeto, a marzo sono passati da mille a 12mila. Oggi abbiamo circa 3mila persone ricoverate. Quindi abbiamo margini di crescita, anche nel ricovero ordinario, altissimi. E' chiaro che questi posti letto vanno riconvertiti, e c'è necessità di farlo in maniera più veloce, perché la situazione" dei contagi "sta incrementando velocemente e in maniera più diffusa su tutto il territorio regionale".