Covid, Galli: "Io pessimista? Dati chiari, aprile cruciale"

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"Io sembro quello del pessimismo e delle docce ghiacciate, ma i dati sono lì da vedere. Il mese d'aprile è cruciale". Il professor Massimo Galli, responsabile di malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, ad Agorà fotografa così lo stato attuale dell'epidemia di coronavirus. Ieri in Italia sono stati registrati quasi 24mila nuovi casi. Il governo ha appena varato un decreto che prevede solo zona rossa e zona arancione in tutta Italia fino al 30 aprile.

"Non ho mai creduto alla sistemazione veloce delle cose. Quando sentivo dire che la faccenda avrebbe dovuto essere a posto in questi giorni, mi sono dovuto esprimere. Ogni volta sembra che io sia quello del pessimismo e delle docce fredde, ma i dati sono quelli. Al di là dell'ottimismo espresso da qualche collega anche autorevole, bisogna vedere che cosa succede dopo Pasqua e che impatto avranno questi giorni", dice Galli. "Non si parla solo dei movimenti delle persone e delle conseguenze, ma anche dell'efficienza della macchina vaccinale. Non vorrei ci fosse un momento di rilassamento, mi auguro francamente di no. Il mese d'aprile credo sia cruciale, potrebbe farci vedere quello che abbiamo più volte prospettato: la luce in fondo al tunnel", aggiunge.

Il decreto varato dal governo prevede solo zona rossa e zona arancione per tutto il mese d'aprile. Eventuali allentamenti delle misure sono legati ai dati sui contagi e sui progressi della campagna di vaccinazione. "Credo sia ineluttabile procedere in questo modo, bisogna mettere d'accordo componenti politiche e tendenze diverse, soprattutto coloro che tirano la coperta a favore delle riaperture. L'indicazione premiale relativa ai vaccini può essere un incentivo, ma se non ci sono i vaccini... Senza farina, non si fa il pane...", afferma ancora.