Covid Gb. Niente mascherina, siamo deputati conservatori "conviviali e fraterni"

·2 minuto per la lettura

Niente mascherina, siamo deputati conservatori. Mentre nel Regno Unito salgono i contagi di covid-19, a Westminster molti Tory sono restii a "a dare il buon esempio", come chiede il ministro della Salute per contrastare il contagio. Il capogruppo, l'ultra conservatore Jacob Rees Moog, è arrivato a dire che i conservatori non si coprono naso e bocca perché animati da "spirito fraterno e conviviale'.

Altrettanto sorprendenti appaiono i commenti di Gillian Kegan, sottosegretario alla Salute. Interrogata da Sky, ha detto che non bisogna fare della la mascherina "un segno di virtù". A suo parere, coprirsi naso e bocca è "meno importante" di vaccinarsi. "Per alcune persone indossare la mascherina è difficile. E' una scelta personale. Non siamo quel tipo di paese in cui si dice alle persone cosa indossare", ha aggiunto.

Con la ripresa dei lavori parlamentari dopo l'estate, è stato facile distinguere a colpo d'occhio i deputati all'opposizione dai conservatori. La maggior parte dei primi indossa la mascherina, mentre pochi dei Tory lo fanno. Intanto salgono i contagi - ieri erano 52mila - e il ministro della Salute Sajid Javid, rispondendo mercoledì ai giornalisti, ha ammesso che le persone con un ruolo pubblico dovrebbero dare "il buon esempio". La sua esortazione ha colto di sopresa il governo e a quanto pare non è seguita nessuna indicazione ai deputati conservatori perché usino la mascherina. Ma il Guardian ha notato che ieri, su 12 Tory presenti per la risposta ad una interrogazione sul Covid, ben sei si erano coperti naso e bocca, molti più di prima. E fra loro c'era anche la Kegan.

Intanto Downing street non è neanche in grado di confermare se il premier Boris Johnson metterà o meno la mascherina la prossima volta che interverrà in parlamento. "Indossare la mascherina è una questione affidata al giudizio personale degli individui", ha risposto un portavoce del governo.

La controversia sulla mascherina a Westminster è la spia di un problema ben più ampio. La questione centrale in Gran Bretagna è infatti se passare o meno al "piano B", ovvero imporre l'obbligo di mascherina, tornare allo smart working e far ricorso al green pass, come chiedono a gran voce i vertici del sistema sanitario. Per ora il governo continua a resistere ad ogni pressione, proclamando l'aderenza al "piano A": nessuna restrizione e puntare sulle vaccinazioni. Per la mascherina c'è solo l'invito ad usarla in luoghi affollati, ma nessun obbligo. E questo malgrado il ministro Javid abbia ammesso che, se la gente non si comporterà in maniera prudente, i contagi potrebbero arrivare a 100mila al giorno.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli