Covid Gb, "rialzo contagi dovuto a 2 fattori. Italia più sicura"

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"Quello che sta accadendo nel Regno Unito dove si sta registrando un aumento dei casi da Covid-19 è dovuto a due situazioni particolari: la forte circolazione della variante indiana che ha colpito per la stragrande maggioranza soggetti che non avevano completato il ciclo vaccinale. Ricordo infatti che la strategia del Regno Unito è stata quella di vaccinare il maggior numero di persone con una sola dose di vaccini anti-Covid. In Italia abbiamo fatto una scelta diversa e la circolazione della varianti è al momento limitata. Per ora siamo al sicuro e se continuiamo a immunizzare lo saremo anche a settembre". Lo afferma all'Adnkronos Salute Claudio Mastroianni, direttore del Dipartimento di Malattie infettive del Policlinico Umberto I di Roma.

"Attenzione però - sottolinea Mastroianni - le varianti vanno tenute sotto controllo, dobbiamo andare a monitorare cosa accade e osservare anche se i vaccinati si infettano. A febbraio-marzo è accaduto anche noi abbiamo registrato contagi tra chi aveva fatto la prima dose di vaccino, non solo operatori sanitari ma anche anziani. Quindi - conclude - occorre sempre vigilare sulla situazione epidemiologica, soprattutto per le fasce di popolazioni fragili, gli immunodepressi, i pazienti ematologici in cura, per le quali non sappiamo se due dosi di vaccino sono sufficienti".

Della stessa opinione Matteo Bassetti. "I nuovi casi nel Rgno Unito inglesi, contagiati dalla variante Delta (indiana) sono circa 13mila infettati, 125 sono finiti in ospedale e la stragrande maggioranza, il 90%, non era stato vaccinato o aveva ricevuto una solo dose. Solo tre persone vaccinate con due dosi sono state infettate. Questo vuol dire che la doppia dose di vaccino anti-Covid funziona, probabilmente questo aumento dei contagi si è verificato tra la prima dose e il richiamo. Gli inglesi poi hanno fatto un intervallo più lungo dovuto alla strategia di vaccinare tutti subito con una unica dose. I dati dimostrano che la variante Delta (ex indiana) viene ampiamente bloccata dal ciclo completo di vaccinazione", spiega all'Adnkronos Salute, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova.

"In Italia la variante Delta c'è ma non è così diffusa come nel Regno Unito - ricorda Bassetti - dobbiamo però vigilare affinché non si diffonda. Pensiamo che nel Regno Unito il 76% degli adulti ha ricevuto una dose di vaccino ma solo il 52% ha ricevuto due dosi, questo mi fa essere ottimista sulla situazione in Italia. Mettiamo ora fieno in cascina coprendo con prima e seconda dose tutti gli italiani e a settembre saremo pronti. Magari ci saranno ancora dei contagi ma non le ospedalizzazioni con casi gravi".

"La morale di quel che sta accadendo in Gb", dove si registra una risalita nel numero di infezioni Covid giornaliere, pur restando bassi i numeri dei decessi al momento, "è che una dose di vaccino non basta: ce ne vogliono due, il ciclo completo, per avere il massimo di protezione", spiega all'Adnkronos Salute Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell'ospedale San Raffaele di Milano e docente all'università Vita-Salute.

"La maggioranza dei soggetti infettati sono persone che hanno ricevuto solo la prima dose. C'è qualche contagiato anche con 2 dosi, ma pochi - evidenzia Clementi - Ricordiamo che l'Inghilterra aveva fatto una bandiera della scelta di vaccinare tanto con una dose. I britannici hanno detto ripetutamente di aver vinto la prima battaglia contro Covid e fermato il virus riuscendo a vaccinare rapidamente decine di milioni di persone con una prima dose. Adesso si è visto che, quando arriva una variante di Sars-CoV-2 più problematica" dal punto di vista della maggiore trasmissibilità, "come quella Delta" arrivata dall'India, "avere un'immunità più bassa, conferita da una sola dose, non è sufficiente. E in Gb hanno ancora un buon numero di persone vaccinate con una dose, anche se stanno continuando la campagna d'immunizzazione anche loro in maniera estensiva e massiccia".

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