Covid, a Genova 500 persone in piazza contro le chiusure

Red
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Image from askanews web site
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Genova, 22 feb. (askanews) - Oltre 500 persone sono tornate in piazza questo pomeriggio a Genova per protestare contro le restrizioni anti-Covid dopo la manifestazione dei ristoratori di lunedì scorso che aveva letteralmente bloccato la città. Al presidio, autorganizzato da un gruppo di commercianti e lavoratori nella centralissima piazza De Ferrari, partecipano molti titolari di bar e ristoranti ma anche tassisti, proprietari di palestre, titolari di associazioni sportive e sale scommesse, lavoratori dello spettacolo. Sul palchetto allestito sulla scalinata di Palazzo Ducale si stanno alternando gli interventi dei rappresentanti delle categorie economiche più colpite dalle limitazioni e dalle chiusure disposte dal governo. Tra gli striscioni portati in piazza dai manifestanti, alcuni dei quali con la mascherina abbassata, "Dpcm demenziali = aiuto le multinazionali", "vogliamo fatti e non promesse", "ristoratori spariti, merci da buttate, tasse da pagare: governo vero virus" e "Autogrill, Amazon, delivery: il disegno è chiaro". I contestatori, riuniti sotto la sigla "protesta ligure", chiedono al governo la possibilità di tener aperti bar e ristoranti fino alle 23 in zona gialla e fino alle 18 in zona arancione ma anche di indicare nelle tessere sanitarie chi è già stato vaccinato, chi ha fatto il tampone con esito negativo nelle 72 ore precedenti e chi ha sviluppato gli anticorpi dopo aver contratto il Covid. A queste persone, secondo gli organizzatori della manifestazione, che si sta svolgendo pacificamente, dovrebbe essere permesso "di viaggiare, andare nei ristoranti a pranzo e a cena" con qualsiasi colore ma anche di "andare a sciare, in palestra, in piscina, al cinema, a teatro, in discoteca, nelle sale bingo, a scuola di danza, a matrimoni ed eventi".