Covid, Germania sostiene limitazioni Ue a export vaccini dopo tagli forniture

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Un operatore sanitario prepara un'iniezione del vaccino Sinovac contro il Covid-19

BERLINO (Reuters) - Il ministro della salute tedesco ha espresso il suo sostegno alla proposta dell'Unione europea di introdurre restrizioni sui vaccini anti-Covid, in un contesto di crescenti tensioni con AstraZeneca e Pfizer a causa di improvvisi tagli alle forniture ad appena un mese dall'inizio delle vaccinazioni nel blocco.

La Ue ha proposto di creare un registro delle esportazioni dei vaccini, in un contesto di generale scoraggiamento dovuto ai ritardi nelle consegne del vaccino di AstraZeneca e ad altri problemi di fornitura.

"Comprendo che possano verificarsi problemi di fornitura, ma che allora colpiscano tutti allo stesso modo", ha detto Jens Spahn, ministro della salute tedesco, all'emittente tv ZDF.

"Non si tratta di mettere al primo posto l'Europa, ma di volere una distribuzione equa in tutta Europa", ha affermato, aggiungendo che è pertanto utile applicare dei limiti alle esportazioni dei vaccini.

AstraZeneca ha comunicato ai 27 Paesi del blocco venerdì che potrebbe non rispettare i target di fornitura per il vaccino fino alla fine di marzo -- un ulteriore duro colpo per gli sforzi pandemici della Ue dopo che Pfizer ha annunciato un temporaneo rallentamento delle forniture a gennaio.

AstraZeneca ha comunicato ieri che l'AD ha assicurato alla Ue che la casa farmaceutica sta facendo il possibile per portare il vaccino a milioni di europei quanto prima.

Un funzionario di Bruxelles ha detto a Reuters che AstraZeneca ha ricevuto un pagamento anticipato di 335 milioni di euro quando ad agosto la Ue ha siglato un accordo con l'azienda per la fornitura di almeno 300 milioni di dosi e 100 milioni di dosi aggiuntive opzionali. L'accordo è stato il primo firmato dal blocco per assicurarsi dosi del vaccino anti-Covid.

A maggio gli Stati Uniti hanno concordato l'acquisto di 300 milioni di dosi a fronte di un pagamento di fino a 1,2 miliardi di dollari, mentre la Gran Bretagna, nello stesso mese, si è assicurata 100 milioni di dosi per 84 milioni di sterline.