Covid: Ghezzi (Anef), 'apertura impianti sci piccola rinascita, ora fondi diventino concreti'

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Milano, 18 mag. (Adnkronos) – La riapertura degli impianti sciistici il 22 maggio "è una piccola rinascita per il settore". Tira un sospiro di sollievo Valeria Ghezzi, presidente di Anef, associazione degli esercenti funiviari, che dopo 14 mesi di chiusure può finalmente ripartire. "L'impatto ora è più psicologico che economico – spiega Ghezzi all'Adnkronos – purtroppo per noi i ricavi si fanno in inverno ma molte società lavorano bene anche d'estete. Quel che conta è avere una data e una prospettiva di ripartenza". La stima dei danni è notevole se si pensa che il fatturato degli associati Anef si aggira attorno a 1,2 miliardi di euro. Di questi, nella stagione appena conclusa, è stato perso il 90%, sommato al mese di marzo 2020.

"Chi ha aperto per far sciare gli atleti ha tenuto vivo lo sci ma queste aperture sono state un costo e non un ricavo – sottolinea Ghezzi -. Tutti abbiamo speso per tenerci pronti a dicembre, a gennaio e fino al 15 febbraio. Poi ad aprile quasi tutti abbiamo lavorato per disfare quello che avevamo preparato". L'auspicio è che il fondo per la montagna si traduca in risultati concreti e reali per le aziende. Gli indennizzi per il settore stanziati dal Dl sostegni sono pari a 700 milioni ma i ristori per ora non sono ancora arrivati. "Oggi noi non abbiamo visto un euro – rimarca Ghezzi – e tante aziende iniziano ad avere problemi di liquidità. Non abbiamo lavorato l'inverno e l'autunno scorso abbiamo lavorato per preparare l'inverno ma quelli stipendi non li ha pagati nessuno. Abbiamo oggi molte aziende in difficoltà e ci aspettiamo che il fondo stanziato per la montagna diventi presto qualcosa di concreto".

Intanto Anef lavora già alle soluzioni per il prossimo anno. "Ci aspettiamo ancora qualche limitazione nella portata per la nuova stagione, nelle regole del distanziamento e dei dispositivi di sicurezza - osserva Ghezzi – però ci aspettiamo di ripartire. In estate aprono gli impianti coprendo i costi e senza grandi prospettive di ricavi ma comunque l'apertura estiva è un segnale". Quanto allo sci "stiamo lavorando già alle regole per l'inverno ma bisognerà vedere la situazione sanitaria, se veramente a settembre avremo raggiunto l'immunità di gregge oppure no. Adesso auspichiamo di poter riaprire, abbiamo tante località tra Alpi e Appennini che lavorano bene anche in primavera e credo che il 22 riapriranno tutti".