Covid, Gimbe: netto calo contagi ma -21% tamponi processati

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Image from askanews web site
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Roma, 21 apr. (askanews) - Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 13-19 aprile 2022, rispetto alla precedente, una diminuzione dei nuovi casi (353.193 vs 438.751) e dei decessi (861 vs 929). In calo anche i casi attualmente positivi (1.208.279 vs 1.228.745), le persone in isolamento domiciliare (1.197.643 vs 1.218.075), le terapie intensive (422 vs 463), stabili i ricoveri con sintomi (10.214 vs 10.207). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni: Decessi: 861 (-7,3%), di cui 55 riferiti a periodi precedenti; Terapia intensiva: -41 (-8,9%); Ricoverati con sintomi: +7 (+0,1%); Isolamento domiciliare: -20.432 (-1,7%); Nuovi casi: 353.193 (-19,5%); Casi attualmente positivi: -20.466 (-1,7%).

«Dopo due settimane di lieve riduzione - dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE - appaiono in netto calo i nuovi casi settimanali (-19,5%), che si attestano a quota 353 mila con una media mobile a 7 giorni che scende intorno ai 50 mila casi: numeri condizionati da una riduzione di oltre il 20% dei tamponi in conseguenza delle festività pasquali».

Nella settimana 13-19 aprile si rileva una riduzione percentuale dei nuovi casi in tutte le Regioni (dal -1,7% del Molise al -28,2% della Calabria). Rispetto alla settimana precedente, in 6 Province si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi, in 101 una riduzione. L'incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti in 72 province. Si registra un calo del numero dei tamponi totali (-21,4%): da 2.919.794 della settimana 6-12 aprile 2022 a 2.294.395 della settimana 13-19 aprile. In particolare i tamponi rapidi sono diminuiti del 21% (-488.627), mentre quelli molecolari del 22,9% (-136.772) (figura 5). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività rimane sostanzialmente stabile dal 13,3% al 13,2% per i tamponi molecolari, mentre aumenta dal 15,5% al 16,4% per gli antigenici rapidi.

«Sul fronte degli ospedali - afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE - il numero dei posti letto occupati da pazienti COVID scende in terapia intensiva (-8,9%), mentre rimane stabile in area medica (+0,1%)». In dettaglio in area critica, dopo una lieve risalita all'inizio del mese, al 19 aprile si registrano 422 posti letto occupati; in area medica, invece, dopo aver toccato il minimo di 8.234 il 12 marzo, i posti letto COVID sono risaliti per stabilizzarsi da un paio di settimane (10.214 al 19 aprile). Al 19 aprile il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID non varia sostanzialmente rispetto alla settimana precedente: 15,8% in area medica e 4,5% in area critica. 13 Regioni superano la soglia del 15% in area medica, con l'Umbria che raggiunge il 36,9%, mentre solo la Sardegna supera la soglia del 10% in terapia intensiva . «Il numero degli ingressi giornalieri in terapia intensiva - puntualizza Mosti - è in ulteriore calo: la media mobile a 7 giorni si attesta a 39 ingressi/die rispetto ai 47 della settimana precedente».

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