Covid, Gimbe: quasi raddoppiati i casi e più 37% decessi

·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 13 gen. (askanews) - Sul fronte della diffusione del Covid nel nostro paese nell'ultima settimane si è assistito ad un forte aumento di tutti i parametri. A partire da una crescita dei ricoveri pari a 4.155 unità (+31,2%), +285 terapie intensive (+20,5%), una crescita di decessi di 1.514 unità, (+37,4%). Questo mentre i nuovi casi superano 1,2 milioni (+49%). Lo rileva il monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe che dà anche un giudizio negativo sull'operato dell'esecutivo bollando come "insufficienti" le misure messe in campo per frenare i contagi.

Sul fronte vaccini, invece, si rileva come in 7 giorni si siano avute oltre 4 milioni di somministrazioni, ma solo 73.690 di prime dosi per over 50.

I nuovi casi con incidenza, in 56 province, afferma ancora Gimbe, supera i 2.000 per 100.000 abitanti mentre continua a crescere la pressione sugli ospedali, sia in area medica (+32,2%) che in terapia intensiva (+20,5%).

In Italia rimangono poi oltre 8,6 milioni coloro che sono senza nemmeno una dose di vaccino, di cui quasi 3 milioni nella fascia 5-11 anni.

Per quanto riguarda, invece, le terze dosi, si è raggiunto un tasso di copertura pari al 61,5% ma "con rilevanti differenze regionali".

"L'enorme quantità di nuovi casi, incontrando una popolazione suscettibile troppo numerosa, - aggiunge la Fondazione - sta progressivamente saturando gli ospedali. Di conseguenza, molte regioni si avviano verso la zona arancione entro fine mese, ma soprattutto si riducono le possibilità di cura per i malati non covid".

"Nell'ultima settimana - dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe - si è registrata un'ulteriore impennata di nuovi casi che hanno superato quota 1,2 milioni, con un incremento che sfiora il 50% rispetto alla settimana precedente e una media mobile a 7 giorni che aumenta da 128.801 del 5 gennaio a 172.559 l'11 gennaio (+34%)".

"Ci troviamo in una fase estremamente critica della pandemia - conclude Cartabellotta - in cui distorte narrative ottimistiche appannano l'insufficienza delle misure per rallentare la curva dei contagi e sottovalutano i rischi per la salute delle persone e per l'economia del Paese. Innanzitutto, l'ingente numero di nuovi casi, in continua crescita, dopo aver mandato in tilt i servizi territoriali sta determinando la progressiva saturazione degli ospedali, con limitazione degli interventi chirurgici programmati - anche in pazienti oncologici - e la riduzione delle capacità assistenziali, anche perché il personale sanitario è ormai allo stremo. In secondo luogo, l'enorme numero di persone positive sta progressivamente paralizzando numerosi servizi essenziali: dai trasporti alla scuola, dalla sanità agli uffici pubblici. Infine, a meno di 'iniezioni' di posti letto dell'ultimora o di modifica dei criteri per classificare i pazienti Covid ospedalizzati, entro fine mese numerose Regioni andranno in zona arancione e qualcuna rischia la zona rossa. Un colore che certificherebbe il fallimento nella gestione della quarta ondata, nonostante la disponibilità di vaccini molto efficaci nel prevenire la malattia grave".

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli