Covid, Gimbe: tutte le curve in aumento, no ammorbidimento misure

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Covid, Gimbe: tutte le curve in aumento, no ammorbidimento misure
Covid, Gimbe: tutte le curve in aumento, no ammorbidimento misure

Roma, 11 mar. (askanews) – Tutti i numeri in aumento: +18,2% di nuovi casi, +14,4% di ricoverati con sintomi, +18,4% di ricoveri in terapia intensiva e troppa lentezza sui vaccini. Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe sulla situazione Covid-19 in Italia rileva nella settimana dal 3 al 9 marzo un peggioramento generale, con una risalita per la prima volta da otto settimane, anche del numero dei decessi: 2.191 contro 1.940 del rilevamento precedente.

“Da tre settimane consecutive – afferma Nino Cartabellotta, presidente Gimbe – si registra il progressivo incremento dei nuovi casi con inversione di tendenza di tutte le curve, che conferma l inizio della terza ondata”. “Sul fronte ospedaliero – spiega Renata Gili, responsabile ricerca sui servizi sanitari della Fondazione – per le terapie intensive l’occupazione a livello nazionale oltrepassa la soglia di allerta attestandosi al 31% e risultano sotto pressione in 11 Regioni”. La situazione è particolarmente difficile in Molise Umbria, Provincia autonoma di Trento, Marche, Lombardia, Abruzzo ed Emilia-Romagna.

Sul fronte vaccini Gimbe evidenzia che a tre settimane dalla fine del trimestre manca oltre la metà delle dosi previste. Il 2,9% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale. Il 25% degli over 80 ha fatto la prima dose, solo il 5,2% anche la seconda.

Da qui il messaggio per il governo. “In oltre la metà delle Regioni ospedali e soprattutto terapie intensive sono già in sovraccarico, anche importante, come dimostra la sospensione delle attività ordinarie – sottolinea Cartabellotta – tutte le Regioni e Province dove nelle scorse settimane sono state attuate zone rosse hanno arginato la crescita dei contagi, dimostrando l’efficacia delle misure restrittive nel piegare la curva. Qualsiasi interpretazione opportunistica di questi dati finalizzata ad ammorbidire le misure di contenimento, in nome di un illusorio rilancio economico del Paese, rappresenta una severa minaccia alla salute e alla vita delle persone”.