Covid, Gori: ritardi su tamponi e mascherine, ora anche per vaccini

Mch
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Milano, 20 nov. (askanews) - Nel corso dell'emergenza Covid-19 in Lombardia "ci sono stati ritardi sui tamponi e sulle mascherine, adesso anche sui vaccini antinfluenzali con 10 gare per avere il minimo. E pare che non ci sia tutto...". Lo ha detto il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, che stamattina ha presentato il suo libro 'Riscatto' a Radio 105. "Speravo che tra la prima e la seconda ondata ci fosse il tempo di recuperare, ma ahimè siamo un po' sotto rispetto a quello che sarebbe servito", ha aggiunto. Con la pandemia, ha detto Gori, in Lombardia "ho visto venire a galla degli errori fatti nel passato" sulla politica sanitaria, "quando si è deciso di puntare sugli ospedali disarmando la sanità del territorio". Le Usca, equipe mediche pensate per alleggerire la pressione sugli ospedali, "in provincia di Bergamo dovrebbero essere 22, ma ne abbiamo la metà", ha sottolineato Gori. Nel corso della prima ondata, ha raccontato il sindaco, nel Bergamasco "un terzo della popolazione ha già fatto il virus e non si riammala per ora". Anche se "non è immunità di gregge" questo ha permesso agli ospedali di essere "molto meno occupati e ora ospitano malati di altre province: restituiamo quello che ci è stato dato" nei primi mesi di epidemia, ha detto Gori. Se avesse saputo del difficile 2020 il primo cittadino ha rivelato che si sarebbe candidato ugualmente lo scorso anno per il suo secondo mandato: "Sì certo, non si sceglie di fare il sindaco. Nei miei limiti ho cercato di fare il massimo, un sindaco le cose le deve fare con grande concretezza".