Covid grave e obesità, occhio al grasso addominale

·4 minuto per la lettura

Covid e fattori di rischio, tra i tanti c'è anche l'obesità addominale. Uno studio, che rientra nel progetto di ricerca VARCO-19, svolto in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e dai ricercatori dell’IRCCS Policlinico San Donato, punta il dito sull'obesità sì, ma in particolare su quella addominale. "Il calo dei livelli di anticorpi, tra il primo e il terzo mese dopo l’inoculazione della seconda dose di ‘vaccino anti Covid-19', era significativamente maggiore negli individui affetti da obesità addominale rispetto a coloro che presentavano una normale distribuzione del tessuto adiposo" si legge sulla ricerca, pubblicata dalla rivista Obesity, organo ufficiale della Società Americana dell’Obesità.

Lo studio è stato svolto sotto la guida del Dott. Alexis Elias Malavazos, ricercatore del dipartimento di Scienze Biomediche, Chirurgiche e Odontoiatriche dell’Università Statale di Milano e responsabile della Unità Operativa di Endocrinologia e del Servizio di Nutrizione Clinica e Prevenzione Cardiovascolare IRCCS Policlinico San Donato e del professor Massimiliano Marco Corsi Romanelli, docente di Patologia Clinica del dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute della Statale e direttore della Struttura Complessa e Servizio di Medicina di Laboratorio-1 (SMEL-1)-Patologia Clinica IRCCS Policlinico San Donato e direttore della Biobanca BioCor e in collaborazione con il professor Gianluca Iacobellis dell’Università di Miami e il professor Michele Carruba, Presidente Centro di Studio e Ricerca sull’Obesità (CSRO) dell’Università degli Studi di Milano.

“I vaccini - evidenziano i ricercatori - sono un’importante arma soprattutto per le categorie più a rischio, tra cui i soggetti affetti da obesità e, in particolare, con un predominante accumulo di tessuto adiposo a livello addominale (viscerale), entrambi riconosciuti dalla Comunità Scientifica come degli importanti fattori di rischio per un’infezione da SARS-CoV-2 più severa, avendo questi soggetti uno stato infiammatorio cronico che se associato al processo infiammatorio della malattia peggiora lo stato infiammatorio preesistente, creando una tempesta di molecole pro-infiammatorie (“tempesta citochinica”)”.

Per valutare la distribuzione del tessuto adiposo può essere usata la misurazione della circonferenza addominale che deve essere rilevata nel punto più stretto dell'addome e si misura posizionando un metro flessibile nel punto medio tra l'ultima costola e la cresta iliaca.Valori della circonferenza della vita superiori a 80 cm nella donna e a 94 cm nell’uomo permettono la diagnosi di obesità addominale, caratterizzata dauna distribuzione addominale del tessuto adiposo e associata ad aumento del rischio di malattie cardiometaboliche.

Lo studio si è quindi proposto di valutare la risposta anticorpale al vaccino anti COVID-19 BNT162b2 mRNA nei lavoratori del Gruppo Ospedaliero San Donato. In particolare, dopo tre mesi dalla seconda dose del vaccino, sono state confrontate le risposte anticorpali degli individui con obesità addominale rispetto a coloro che presentavano una normale distribuzione del tessuto adiposo, distinguendo tra individui con o senza precedente infezione da SARS-CoV-2, valutata tramite la presenza di anticorpi del nucleocapside. Si è, quindi, osservato che, considerando coloro che non avevano una precedente infezione da SARS-CoV-2, tra il primo e il terzo mese dopo la seconda dose di vaccino, il calo dei livelli di anticorpi era significativamente maggiore negli individui affetti da obesità addominale rispetto a coloro che presentavano una normale distribuzione del tessuto adiposo.

Nel dettaglio, sono stati 1060 i pazienti sottoposti allo studio. Di questi 492 erano affetti da obesità addominale (di cui 380 senza una precedente infezione da SARS-CoV-2 e 112 con una precedente infezione). Mentre, 568 avevano una normale distribuzione del tessuto adiposo (di cui 440 senza una precedente infezione da SARS-CoV-2 e 128 con una precedente infezione). Nei soggetti senza precedente infezione da SARS-CoV-2 ed affetti da obesità addominale, il calo degli anticorpi neutralizzanti (IgG-TrimericS) tra il primo e il terzo mese dopo la seconda dose di vaccino era di 2.4 volte (58% di calo) più marcato rispetto ad un calo di solo 1.8 volte (44% di calo) negli individui con una normale distribuzione del tessuto adiposo.

“È importante incoraggiare la popolazione a sottoporsi alla vaccinazione con uno qualsiasi dei vaccini attualmente disponibili – sottolineano gli autori dello studio -. Il calo dei livelli di anticorpi negli individui con obesità addominale supporta ulteriormente le recenti raccomandazioni di diverse Società Scientifiche nazionali ed internazionali come la Società Italiana dell’Obesità (SIO), la European Association for the Study of Obesity (EASO) e la Obesity Society (società americana dell’obesità), di offrire dosi booster (dose di richiamo) di vaccino anti Covid-19 a tutti gli adulti, soprattutto a coloro che presentano condizioni mediche ad alto rischio tra cui l'obesità e a quelli con fenotipo di obesità addominale”.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli