Covid, Grillo: "Sbagliato puntare tutto sui vaccini, da soli non bastano"

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"Il bilancio delle strategie adottate da gran parte dei paesi occidentali" per fronteggiare la pandemia di Covid-19 è "deludente". Lo scrive Beppe Grillo sul suo Blog, in un post dal titolo "Onere o obbligo?".

"In primo luogo", spiega il garante del M5S, "perché quasi nessuno di essi ha adottato una strategia di contagi zero o tendenti allo zero, sopportando costi sociale ed economici molto superiori a quelli dei paesi che la hanno adottata. In secondo luogo, perché si sono limitati a puntare tutto sulle vaccinazioni, quando è ormai evidente che questa sola strategia non possa bastare. In terzo luogo, perché hanno sottovalutato le implicazioni delle restrizioni sia sul piano di diritti umani che sono capisaldi delle democrazie liberali, sia sul piano dei loro metodi di attuazione, che ben avrebbero potuto rispettare meglio la libertà di scelta degli individui e delle organizzazioni e delle comunità a cui fanno capo".

"I paesi che hanno adottato la strategia di contagi zero o tendenti allo zero hanno non solo sofferto un numero molto inferiore di decessi, ma, secondo uno studio di Mckinsey, sono anche ritornati più velocemente alla (quasi) normalità - scrive Beppe Grillo - Tuttavia, con l'arrivo delle ultime varianti molti ritengono che questa strategia non sia più sostenibile, e occorra dunque rassegnarsi all'idea di convivere con una diffusione endemica del virus. L'unico paese al mondo che continua a perseguire questa strategia sembra essere la Cina, anche se la diffusione del virus nei paesi che la hanno prima adottata e poi mitigata resta molto bassa".

"Il fatto che la strategia di contagi zero o tendenti allo zero non sia più sostenibile potrà forse consolare i governanti che non la hanno mai adottata, ma il costo che hanno imposto ai loro popoli resta comunque altissimo. Inoltre la convivenza con una diffusione endemica del virus non è risolvibile solo con l'estensione dei vaccini, come sostiene da mesi Luca Ricolfi. Occorrono altre misure restrittive, che sostanzialmente sono versioni più o meno attenuate della strategia di contagi zero o tendenti allo zero. Ciascuna implica limitazioni di diritti umani che nei paesi occidentali sono generalmente considerati 'inviolabili', fra cui il diritto all'inviolabilità del corpo, alla libertà di circolazione, alla privacy, e così via. Questi diritti sono fra i capisaldi delle democrazie liberali, e per questo la loro restrizione è estremamente critica", osserva il garante del Movimento 5 Stelle.

Per fronteggiare la pandemia "molti governi hanno considerato con più leggerezza l'introduzione di un obbligo di vaccinazione, che riguarda l'inviolabilità del corpo, che quella di un obbligo di tracciamento, che riguarda la privacy. Nelle restrizioni di diritti questi diritti ci sono poi due questioni che incidono in modo rilevante sulla loro estensione ed efficacia", scrive Grillo.

"La prima", osserva nel post il cofondatore del M5S, "è se debbano sfociare in 'oneri' piuttosto che 'obblighi': le misure relative al green pass e al super green pass sono oneri per accedere all'esercizio di determinati diritti, analoghi alla necessità di disporre di patente per potere guidare. C'è chi dice che questi oneri siano un modo 'surrettizio' per introdurre obblighi, o come direbbero più elegantemente gli economisti anglosassoni, dei 'nudge' per esercitare una 'spinta gentile' alla vaccinazione; tuttavia è indubbio che un onere, almeno formalmente, preserva la libertà di scelta. Dunque, sul piano delle restrizioni dei diritti umani, l'imposizione di un onere è certamente meno problematica che quella di un obbligo".

"La seconda è se debbano competere a scelte del governo centrale o delle organizzazioni e/o delle comunità a cui si riferiscono. Essere soggetti a controlli del governo centrale, e ancor più a trattamenti sanitari obbligatori, evoca immagini orwelliane che pesano molto psicologicamente", rimarca Grillo, che aggiunge: "Viceversa, lasciare decidere alle organizzazioni e/o alle comunità quali misure adottare appare nel pieno spirito di un ordinamento liberale e democratico. Senza contare che la quasi totalità di queste organizzazioni e comunità finirebbe probabilmente per adottare misure ben più restrittive di quelle che potrebbero essere ragionevolmente adottate da un governo centrale".

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