Covid, i nuovi sintomi della variante da non sottovalutare: lo studio

Covid, i nuovi sintomi della variante da non sottovalutare: lo studio
Covid, i nuovi sintomi della variante da non sottovalutare: lo studio

Con l'arrivo della variante Omicron del Covid-19 sono apparsi nuovi sintomi, che vanno spesso ad aggiungersi a quelli "classici" che ben conosciamo, ovvero febbre, mal di gola, raffreddore, dolori muscolari. Mentre a inizio pandemia avevamo a che fare principalmente con la perdita di gusto e olfatto, adesso ci sono altri campanelli d’allarme a cui dobbiamo prestare attenzione. Ecco le cose da sapere.

Occhio alla pelle

Come riportato da Il Messaggero, chi contrae la variante Omicron può mostrare disturbi cutanei. Alcuni soggetti possono presentare un rush cutaneo, mentre altri una specie di orticaria. Dopo una o due settimane dalla loro comparsa, la maggior parte di queste lesioni cutanee sparisce, senza dover ricorrere a trattamenti specialistici. Nel caso in cui il soggetto presenti una pelle particolarmente pruriginosa o dolorosa può consultare il medico di base o anche il dermatologo, che possono consigliare una crema da applicare.

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Le macchie sulle unghie

Anche le unghie possono essere colpite dalla variante Omicron, soprattutto se siamo adolescenti o giovani adulti asintomatici o che presentano sintomi lievi. In questo caso potrebbero comparire le linee di Beau. Sono chiamate in questo modo quelle rientranze orizzontali che si formano alla base delle unghie delle mani, o anche dei piedi, in seguito a una interruzione momentanea della crescita delle unghie, causata magari da uno stress fisico del corpo.

Poi ci sono le linee di Mees, linee bianche orizzontali che a volte si creano sulle unghie, e che si pensa siano causate da una produzione anomala di proteine nel letto ungueale. Infine, alla base delle unghie potrebbe comparire anche una macchia rossa a mezzaluna. Nel giro di qualche settimana tutto dovrebbe comunque tornare alla normalità.

Perdita di capelli

Spesso viene sottovalutata la perdita di capelli, ma anche questa può essere un sintomo del Covid, che può presentarsi anche dopo un mese, o più tempo, dall’infezione acuta. Secondo uno studio condotto su 6mila soggetti precedentemente contagiati dal virus, il sintomo più comune è stato proprio la perdita di capelli, riscontrato nel 48% dei partecipanti alla ricerca. A esserne colpite erano state soprattutto le donne che avevano avuto una infezione grave. I capelli potrebbero percepire lo stato di stress provato dall’organismo e per questo cadere in maggiore quantità. Lo stesso può avvenire durante il parto o in altri eventi particolarmente stressanti. I capelli ricrescono comunque con il passare del tempo e tutto torna alla normalità.

Disturbi all'orecchio

Anche le cellule dell’orecchio interno possono essere colpite dal Covid. Può capitare che in seguito al virus venga riscontrata una perdita dell’udito o anche la comparsa di un ronzio nell’orecchio, chiamato acufene. Come evidenziato in uno studio che ha interessato 560 partecipanti, la perdita dell'udito si è verificata nel 3,1% dei pazienti con Covid, mentre l'acufene nel 4,5%.

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